La riforma dei contratti, l’urgenza di una struttura di contrattazione, il bisogno dei sindacati di darsi una costituzione del lavoro che li guidi nella loro azione di rappresentanza, il difficile dialogo tra politica e società, l’urgenza di un avvicinamento tra i grandi sindacati per superare incomprensioni e silenzi, a volte colpevoli. Sembra il canovaccio di un editoriale de Il diario del lavoro di queste settimane, perché sono questi i temi che affrontiamo tutti i giorni perché tutti i giorni ci vengono proposti dalla cronaca quotidiana. E invece sono i punti salienti di un lungo articolo a firma di Gino Giugni che è uscito all’inizio del gennaio del 1991 su Lavoro Informazione.
Questa era una rivista fondata nove anni prima, nel 1982, da Gino Giugni, un quindicinale che aveva il compito di esplorare i temi presenti nel dibattito sul lavoro e dalla quale nel 2001 è nato Il diario del lavoro. Gino Giugni, che della rivista era il direttore, aveva l’abitudine di firmare un lungo ragionamento sui temi del momento nel primo numero dell’anno, quasi a scandire i temi che sarebbero poi stati approfonditi nel corso dei mesi seguenti. L’attualità dei suoi ragionamenti è incredibile, sembra lo abbia scritto proprio in questi giorni. E’ come quegli articoli che Pier Paolo Pasolini scriveva sul Corriere della sera negli anni settanta, li rileggi oggi e ti sono da guida nei problemi dell’oggi. Offriamo questo articolo ai nostri lettori, un omaggio a Gino Giugni, nostro grande maestro, un regalo a tutti coloro che ci seguono.


























