Contrattazione annua del salario: è forse questa la principale novità contenuta nella relazione introduttiva con cui il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha aperto nella mattinata di oggi, a Cervia, i lavori dell’Assemblea nazionale dei metalmeccanici Cgil.
All’ordine del giorno della riunione, che si concluderà domani, sabato 24 ottobre, sta la “definizione della piattaforma rivendicativa contrattuale”. Secondo quanto deciso nella precedente assemblea nazionale Fiom, tenutasi a Bologna dal 10 all’11 luglio di quest’anno, il mese di settembre è stato dedicato dall’organizzazione a una consultazione dei gruppi dirigenti locali e degli iscritti. Consultazione relativa, appunto, ai contenuti da includere nella piattaforma e che poi, nei fatti, ha preso anche le prime due settimane del corrente mese di ottobre.
Il programma Fiom prevede adesso che la piattaforma, così come sarà varata dall’Assemblea di Cervia, venga sottoposta al voto dei lavoratori. Ciò implica che, quando giovedì 5 novembre i tre maggiori sindacati della categoria – e cioè Fiom, Fim e Uilm – incontreranno a Roma le organizzazioni datoriali – Federmeccanica e Assistal -, il pacchetto rivendicativo della stessa Fiom non avrà ancora ricevuto l’imprimatur del voto dei metalmeccanici. Infatti, il referendum indetto dalla Fiom dovrà svolgersi nei luoghi di lavoro entro il 14 novembre.
Ma questo leggero scostamento temporale è sicuramente l’ultima delle difficoltà che potranno rendere arduo il percorso del rinnovo contrattuale di quella che è tutt’ora, ampiamente, la maggiore categoria dell’industria manifatturiera nel nostro paese.
Le difficoltà che si presentano all’occhio dell’osservatore sono di tre tipi: di fase, di contenuto e di schieramento.
Per quanto riguarda gli schieramenti, va detto che, con una mossa relativamente inattesa, il 21 ottobre Federmeccanica e Assistal hanno inviato una lettera con cui propongono un incontro per il 5 novembre non solo a Fim e Uilm, ovvero ai sindacati confederali firmatari del contratto attualmente in vigore, ma anche alla Fiom. E ciò mentre, l’8 ottobre, Fim e Uilm avevano indirizzato a Federmeccanica una richiesta di avvio delle trattative sulla propria comune piattaforma in cui la Fiom non veniva per nulla citata.
Per quanto riguarda i contenuti, va invece sottolineato che nella citata lettera Federmeccanica e Assistal non usavano l’espressione consueta per l’avvio di simili trattative, ovvero “rinnovo” del contratto, bensì una parola inconsueta, e cioè “rinnovamento”. Lasciando intendere, con questa scelta lessicale, che il loro proposito non è quello di limitarsi a qualche ritocco del contratto vigente fino al 31 dicembre di quest’anno, ma a una sua profonda rivisitazione.
Infine, per quanto riguarda la fase, va appena ricordato che, da mesi, Federmeccanica insiste a presentare una visione particolarmente cruda per ciò che riguarda le conseguenze subite dall’industria metalmeccanica del nostro paese nei sette anni e più di crisi che ci stanno alle spalle.
Ed è appunto in questo quadro che si inserisce la proposta inedita avanzata oggi da Landini nella sua relazione. Nel senso che in un quadro economico stretto fra gli esiti della crisi (posto che la crisi sia poi effettivamente superata) e una prospettiva di deflazione, la sperimentazione di una nuova modalità di contrattazione di auspicati aumenti dei salari nominali può venire incontro sia alle esigenze di reddito diffuse tra i lavoratori, che a quelle di contenimento dei costi avvertiti dalle imprese. Sperimentazione destinata a durare per adesso tre anni, ovvero per la durata del prossimo contratto.
Altro punto innovativo della piattaforma Fiom, già abbozzato a Bologna, è quello relativo all’ipotesi di costruire un fondo nazionale per la sanità integrativa, immaginato come interamente a carco delle imprese. Fondo che, assieme alla previdenza complementare, entra a far parte, a quel che si comprende, dei costi complessivi del rinnovo contrattuale.
A quanto pare, la Fiom intende insomma tornare ad assumere un ruolo da protagonista nella definizione del contratto nazionale dei metalmeccanici. Bisognerà adesso capire se gli esiti della crisi, e i mutamenti in corso nel quadro economico e produttivo, nonché nel panorama delle relazioni industriali, renderanno questo tentativo più o meno arduo di quanto già non fosse.
@Fernando_Liuzzi

























