Se l’Europa si trova “di fronte a un bivio: vivacchiare e crescere soltanto un po’, oppure accelerare la crescita”, la crescita economica italiana è ancora troppo debole. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante un incontro con la stampa estera a Roma. Indispensabile, secondo il ministro, iniziare a ridurre il debito pubblico italiano mantenendo come obiettivo prioritario quello delle privatizzazioni fissato nel Def, pari allo 0,7% del Pil l’anno, a partire dal 2014.
“La differenza la fa la politica economica. È nelle mani dei policy maker decidere dove andare”, ha aggiunto il ministro. “Non si può continuare a ignorare la dimensione qualitativa delle riforme, soprattutto di quelle strutturali”.
Dal semestre di presidenza Ue “ci aspettiamo un accordo su qualche misura concreta pro-crescita”, ha concluso Padoan, “per il resto, la questione è di gettare il seme per un dibattito che dovrà essere ripreso dalla prossima Commissione Ue”.
Da Milano giunge la risposta del ministro del Lavoro Poletti, il quale ribadisce che non ci sarà una manovra correttiva in quanto questa comporterebbe un’ulteriore depressione dei consumi in stile austerity. Secondo Poletti, invece, “bisogna tenere sotto controllo il debito, ma senza politiche depressive che finirebbero per produrre un ulteriore elemento di difficoltà per l’Italia”.
Qualche giorno fa, inoltre, il ministro dell’economia padoan aveva aperto all’ipotesi di un innalzamento dell’età pensionabile, ma per Poletti l’urgenza ora è un’altra: “Noi all’ordine del giorno abbiamo il tema degli esodati, cioè delle persone rimaste senza coperture con la riforma Fornero, e stiamo lavorando per trovare una soluzione strutturale a questo problema”.


























