Al via in Cassazione a Roma il terzo grado di giudizio per il processo Thyssen, in seguito al rogo dello stabilimento torinese della multinazionale dell’acciaio che a dicembre 2007 costo’ la vita a 7 operai. Presente anche l’unico operaio sopravvissuto, Antonio Boccuzzi, ora parlamentare del Pd. Mentre da ieri i parenti dei sette giovani morti quasi 7 anni fa manifestano con striscioni nei quali chiedono giustizia. E a Rainews 24 hanno denunciato l’amarezza per l’assenza a Roma degli enti locali torinesi. “Qui con noi ci sono associazioni come quella delle vittime di Viareggio e da tutta Italia, i sindacati,la Cgil, ma è vergognoso che non ci siano le istituzioni torinesi. Bastava ci fosse un loro rappresentante” ha detto una delle parenti delle vittime. Il verdetto e’ atteso in serata. Il secondo grado del processo Thyssen a Torino si era concluso con un urlo straziante in aula “Maledetti, fate schifo” e i pianti delle madri dei 7 operai morti, Giuseppe Demasi, Rosario Rodino’, Bruno Santino, Antonio Schiavone, Rocco Marzo, Angelo Laurino e Roberto Scola. Il tribunale di Torino in primo grado e per la prima volta in Italia aveva condannato l’allora amministratore delegato della Thyssenkrupp, Harald Espehnhan, a 16 anni e 6 mesi per omicidio volontario con dolo eventuale. In appello pero’ non fu riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale, ma l’omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente e la pena comminata fu di 10 anni.


























