“Bisogna ricevere in proporzione a quello che si è pagato”. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, presentando le proposte del sindacato su fisco e pensioni, ha commentato così le ipotesi che circolano in questi giorni su nuove modifiche al sistema previdenziale. Angeletti, ha spiegato di aver avuto contatti informali con alcuni ministri del nuovo governo sulle proposte da inserire nella prossima manovra. Ma di non aver discusso i singoli dettagli. “Solo -ha sostenuto – un confronto propedeutico”.
Secondo il sindacalista il sintema previdenziale italiano ha vantaggi “variegati”, anche se non per pensionati e lavoratori. “Esiste – ripete più volte – un problema di giustizia: bisogna ricevere in proporzione a quello che si è pagato. Tanti contributi hai versato, tanto ricevi. Altrimenti c’è un vantaggio e anche se è previsto dalla legge è un’ingiustizia”.
Angeletti si dice poi contrario al’ipotesi di aumentare da 40 a 41-42 anni i contributi e questo perché “si lavora oltre i 40 anni di contributi, ma è gratis. Si tratta di un obolo dei privati ad una cassa pubblica. Non vedo perché pagare contributi senza un vantaggio in termini pensionistici”. Comunque, aggiunge, se il Governo vorrà illustrarci proposte più concrete siamo nelle condizioni di offrire la nostra opinione”.
Il segretario hai poi illustrato le proposte della Uil sul Fisco. Il sindacato chiede un urgente intervento a sostegno dei redditi da lavoro che anticipi il disegno di legge delega fiscale. Sull’incremento dell’Iva, Angeletti dice che può essere concepito solamente se contestuale ad una riduzione della prima aliquota Irpef. Parere invece negativo sulla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa per la quale bisogna conservare una fiscalità di vantaggio. Angeletti contesta che tale tassa possa servire ad erogare servizi comunali, in quanto già oggi solo il 20% delle tasse pagate dai cittadini viene utilizzato per i servizi, il resto mantiene la burocrazia comunale.
La Uil è invece d’accordo con l’introduzione di una tassa patrimoniale che intervenga sopra il milione di euro.
Riguardo alla fiscalità regionale, il sindacato teme, con lo sblocco degli aumenti Irpef nel 2012, un aumento generalizzato della pressione fiscale quasi completamente a carico dei lavoratori dipendenti e pensionati.
Parlando più in generale della situazione italiana, Angeletti paventa per il 2012 un aumento generalizzato della disoccupazione. Questo a causa della crescita che stenta a ripartire. “Se – ha detto – nel 2011 abbiamo aumentato solo di qualche decimale la disoccupazione con un semestre positivo è chiaro che se nel 2012 saremo a zero, o peggio in negativo (già l’Ocse prevede un -0,5%, ndr) è chiaro che perderemo posti di lavoro”.
Parlando invece della trattativa per un contratto nazionale Fiat il segretario ha sostenuto che il sindacato vuole “produrre auto in Italia con le regole lavorative, economiche, salariali e sindacali della Germania”.
Sul tema della crescita economica il segretario ha detto che bisogna aumentare la produttività anche combattendo certe caste e ha lanciato l’ipotesi di rilanciare la crescita bisogna agire sulla domanda interna. Occorre tagliare le tasse sulle 13/me, misura che potrebbe diventare strutturale grazie a un contestuale taglio ai costi della politica.
Luca Fortis





























