Nuovo allarme sullo stato di salute dell’economia italiana ed europea. L’Ocse prevede, infatti, che nella seconda metà del 2011 Germania e Italia registrino “un trimestre di crescita negativa”. L’Interim Economic Assessment diffuso dall’Organizzazione prospetta un calo dello 0,1% per il Pil della Penisola nel terzo trimestre (dopo +1% nel secondo), seguito da un incremento dello 0,1% nell’ultimo quarto dell’anno. Entrambe le proiezioni sono associate ad ampi margini di incertezza (la gamma è di +/-1,4% nel terzo trimestre e +/-1,6% in quello successivo). Per la Germania le stime sono di una crescita del 2,6% nel terzo trimestre seguita però da un calo dell’1,4%, anche in questo caso all’interno di un’ampia gamma di oscillazione (+/-2,2%). I dati trimestrali relativi all’Italia stimati dall’Ocse registrano una brusca frenata rispetto al +1% del secondo trimestre e al +0,6% del primo trimestre. L’economia dei Paesi Ocse è del resto, secondo l’Organizzazione di Parigi, vicina alla “stagnazione e la ripresa nel secondo trimestre si è quasi arrestata in molte economie dell’area”.
Da considerare inoltre che “l’impatto degli affanni in cui versano i debiti sovrani in Europa e negli Stati Uniti e le turbolenze collegate nei mercati azionari nel corso dell’estate non sono stati ancora pienamente considerati nelle proiezioni dell’Ocse e probabilmente anche per questo l’incertezza di queste proiezioni è alta”. Insomma “c’è il rischio – avverte l’Ocse – di una situazione ancora più negativa relativamente ad alcune economie importanti, ma una crisi delle dimensioni del 2008/09 non è prevista”.



























