Il costo del lavoro per ora effettivamente lavorata di un dipendente in Italia è di 25,23 euro l’ora ma con un differenziale significativo tra dipendenti pubblici (31,13 euro) e privati (24,14 euro). È quanto emerge da una ricerca dell’Istat sulla struttura del costo del Lavoro riferita al 2008 secondo la quale le retribuzioni lorde orarie medie (senza quindi i contributi sociali che versa il datore di lavoro) sarebbero pari a 18,41 euro con forti differenze tra pubblico e privato.
E se la retribuzione oraria tiene naturalmente del fatto che gli orari nel pubblico impiego sono più brevi (36 ore settimanali contro le 40 del settore privato) le differenze resistono anche se si considera la retribuzione per dipendente (quindi senza tenere conto dell’orario). Nel settore privato gli stipendi medi, infatti, sono inferiori dell’11,6% a quelli del pubblico (27.965 euro l’anno per il settore privato, 31.608 per quello pubblico). I dati si riferiscono comunque al 2008 e quindi sono precedenti alla “stretta” sui contratti del pubblico impiego previsti dalle manovre del 2010 e del 2011 per il prossimo triennio.
A fronte di retribuzioni medie lorde complessive per lavoratore dipendente di 28.638 euro c’è una forbice molto ampia tra settori. Oltre a quella tra settore privato (27.955 euro) e pubblico (31.608 euro) l’Istat segnala il comparto delle attività finanziarie con retribuzioni medie lorde di 52.677 euro al top della classifica mentre in fondo alla lista c’è il comparto dei servizi di alloggio e ristorazione con 16.304 euro. Alberghi e ristoranti sono caratterizzati dalle retribuzioni più basse per dipendente insieme alle attività di noleggio e agenzie di viaggio (17.192 euro l’anno) e nell’industria nel comparto tessile abbigliamento (21.813 euro). Tra i settori nei quali si pagano di più i dipendenti c’è la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (45.568 euro l’anno) mentre le retribuzioni lorde dei metalmeccanici si aggirano sulla media nazionale di 28.000 euro.
L’Istat sottolinea che le retribuzioni lorde dei dipendenti rappresentano il 71,5% del costo del lavoro totale mentre il 25,4% è costituito dai contributi erogati dai datori di lavoro. La restante quota riguarda la formazione professionale e gli altri costi connessi all’attività produttiva. (LF)
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