“Allenta la sua morsa la crisi sull’industria metalmeccanica lombarda, ma ora le problematiche sono più strutturali”. Sono i dati di sintesi del 29° Rapporto semestrale sul settore metalmeccanico, relativo al seconda parte dell’anno, presentato questa mattina a Milano. L’Osservatorio è promosso dalla Fim Cisl della Lombardia e rileva sistematicamente la situazione nelle 5.700 aziende industriali della regione, che occupano circa 550.000 lavoratori. Secondo i dati dell’osservatorio quale sono ancora 2.451 le imprese coinvolte e 48.176 i lavoratori sospesi per cassa integrazione e mobilità. Secondo i dati del sindacato nel settore si continua a registrare una situazione molto preoccupante di fermo produttivo, di utilizzo diffuso della cig e di accentuazione del rischio occupazione per migliaia di lavoratori. Nel secondo trimestre del 2010 sono state interessate dalle crisi 2.451 aziende (contro le 3.514 del semestre precedente), con 71.852 addetti (113.058 precedenti), 48.176 dei quali direttamente colpiti (erano 84.825). In ogni caso le sospensioni rimangono ad un livello molto elevato, infatti, in sei mesi sono ben 1.061 le aziende che utilizzano la cassa straordinaria, per 16.453 lavoratori, mentre sono 185 quelle che hanno proceduto al licenziamento di 3.985 persone. I risultati salienti dell’indagine sono stati illustrati dal segretario generale dei metalmeccanici della Cisl Lombardia, Nicola Alberta, secondo il quale “i dati evidenziano un segnale allarmante della difficoltà dell’industria e un monito sull’emergenza occupazionale che investe il nostro comparto”. (LF)



























