È stato firmato oggi l’accordo Stato-Regioni per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2011-2012. Con l’intesa viene prorogato per l’anno in corso e per l’anno a venire l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga già in vigore per il 2009-2010. L’accordo si arricchisce anche di una sezione specifica dedicata alle misure di politica attiva per un più rapido e mirato ricollocamento dei lavoratori e per evitare il formarsi di bacini di disoccupazione di lunga durata. Viene peraltro confermata ed estesa al 2011-2012 l’intesa del 17 febbraio 2010 sulle linee guida per la formazione.
Il governo conferma lo stanziamento previsto dalla legge di stabilità di 1 miliardo di euro per gli interventi a sostegno del reddito a cui si aggiungono 600 milioni di residui del biennio 2009-2010. Le Regioni concorrono con la parte non utilizzata dello stanziamento di 2.2 miliardi di euro, fino al suo esaurimento. La proporzione di utilizzo delle risorse tra politiche passive e attive viene modificata da 70-30 a 60-40.
L’accordo inoltre prevede: l’attribuzione di un ruolo specifico ai servizi per l’impiego nei processi di riqualificazione e di ricollocazione dei lavoratori; l’impiego e la valorizzazione del sistema informativo sulle competenze e i posti di lavoro cercati e non trovati dalle imprese (assicurato dalla potenziata indagine Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Excelsior), e del portale di servizi Cliclavoro per rendere trasparenti e pienamente disponibili le informazioni sul mercato del lavoro; il ricorso ai Fondi interprofessionali e agli enti bilaterali nelle politiche attive e nella formazione, anche prevedendo un eventuale intervento nelle azioni di sostegno al reddito, oggetto comunque di un confronto con le parti sociali; l’utilizzo – così come già attuato in alcune Regioni – più rigoroso degli strumenti di sostegno al reddito, per evitare situazioni di cronica dipendenza dagli ammortizzatori sociali ed usi impropri degli stessi; il sostegno offerto dalle risorse del Fondo sociale europeo agli interventi previsti.
Sono già in corso di definizione gli accordi specifici tra governo e singole Regioni. (FRN)























