A pochi giorni dal vertice di Copenaghen, che dovrebbe sancire il via libera dal 2004 alla grande Europa a 25 paesi, si fanno i conti in vista dell’allargamento Ue: secondo le stime di Bruxelles, il ‘costo’ dell’ampliamento sarà di 24,6 euro a testa per ciascuno dei 380 milioni di abitanti dei 15 stati membri dell’Unione.
Fin da ottobre la cifra approvata dai 15 era di poco superiore ai 40 miliardi di euro per l’intero periodo 2004-2006, un costo complessivo considerato relativamente modesto, pari a meno della metà del bilancio annuale dell’Ue.
La presidenza di turno danese ha successivamente dato via libera a un pacchetto finanziario supplementare per 1,6 miliardi di euro.
Dalla cifra globale di 41,6 miliardi bisogna però scontare i contributi che i dieci paesi candidati destineranno al bilancio comunitario: 3,3 miliardi il primo anno e altri 5 miliardi, all’anno, per il biennio restante.
Si arriva quindi ad una cifra base di circa 28 miliardi di euro per l’intero periodo 2004-06, e quindi a 24,6 euro a testa, se si prende in considerazione appunto l’intera popolazione dei 15.
Gli ultimi aspetti del ‘dossier’ finanziario con alcuni dei paesi candidati – Slovenia, Malta, Rep.Ceca – sono fra gli argomenti all’ordine del giorno del consiglio dei ministri degli esteri di stasera e domani a Bruxelles.
Il 23 ottobre scorso, intervenendo all’Europarlamento, il presidente della Commissione Ue Romano Prodi aveva chiesto di non mettere in pericolo il processo dell’allargamento per divergenze sul piano finanziario, precisando che il costo dell’ampliamento è di “pochi euro” per abitante.
Sulla ‘fattura’ del passaggio dell’Ue da 15 a 25 stati membri si era pronunciato anche il presidente dell’Europarlamento, Pat Cox, il quale aveva segnalato che “nell’anno in cui si prevede l’impatto finanziario maggiore, e cioè il 2006, il costo dell’allargamento sarà di 20 euro per ogni cittadino tedesco”.
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