Nel corso dell’assemblea degli azionisti del gruppo Intesa Sanpaolo l’associazione piccoli azionisti azione Intesa Sanpaolo, attraverso il suo presidente Avv. Casciano, ha ribadito “una posizione critica in merito al sistema duale della Banca, con particolare riferimento alla complessità della struttura e delle procedure, al rischio di autoreferenzialità e distanza dal contesto gestionale della banca, alla possibile emarginazione degli azionisti non di maggioranza dalla vita societaria, all’onerosità dei costi”.
“In tal senso – ha sottolineato – l’inserimento di figure dirigenziali del Consiglio di Gestione, crea perplessità sull’effettivo presidio da parte di costoro della propria funzione aziendale, se poniamo mente che le abolite Commissioni nello scorso anno si sono riunite ben 235 volte, e sulla loro effettiva autonomia di giudizio e su potenziali conflitti di interesse nei rapporti con il Consiglio di Sorveglianza composto, statutariamente, in parte da consiglieri non necessariamente indipendenti”.
L’associazione ha anche chiesto chiarimenti in merito “a quella che sembra una duplicazione delle funzioni del Consiglio di Sorveglianza, con specifico riferimento ai costi complessivi, i cui membri sembrerebbero aumentati da 9 ad 11, sul numero e la retribuzione dei componenti dello staff del Ceo, nonché sugli aspetti retributivi della nuova figura di dirigente-consigliere”.
Azione Intesa Sanpaolo ribadisce “la totale insoddisfazione per la posizione di chiusura che il Presidente del Gruppo Bazoli ha riservato alla richiesta di trovare soluzioni a favore della partecipazione diretta dei piccoli azionisti e del personale alla vita dell’azienda, attraverso l’espressione di propri esponenti nel Consiglio di Sorveglianza”. (LF)
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