Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, si è pronunciato in merito alla proposta di modifica delle regole del Jobs Act e delle norme sui licenziamenti sostenendo che “la prima strada” da perseguire è quella della contrattazione.
“Bisogna poi provare a modificare il Jobs Act con i contratti – dichiara Barbagallo a margine del consiglio confederale della Uil Piemonte in corso a Torino -. Abbiamo una discussione aperta con Confindustria. Se vogliono discutere per evitare un ulteriore lacerante referendum, noi siamo disponibili a fare la nostra parte.”
“Contro una parte del Jobs Act- ha detto ancora Barbagallo, abbiamo fatto uno sciopero generale ma pensiamo che il referendum non sia lo strumento adeguato, bisogna evitare che i diritti del lavoro vengano utilizzare per finalità politiche e non dobbiamo scordarci come sono finiti altri referendum sui temi del lavoro.”
Barbagallo si dice comunque pronto a discutere con il governo se le parti sociali dovessero essere chiamate ad un tavolo per modificare le attuali norme “Quando il governo ci chiama siamo sempre pronti a sederci, poi nel merito discuteremo, ma sarebbe meglio aspettare la decisione della Consulta dell’11 gennaio prossimo.”
Barbagallo ha proseguito invitando il governo Gentiloni a “completare alcune cose avviate dal precedente governo sul fronte del lavoro, previdenziale e dei contratti pubblici. Deve trovare le risorse per gli ammortizzatori sociali, per la Garanzia Donna, deve emanare i decreti che eviteranno i licenziamenti dei precari del pubblico impiego entro il 31 dicembre. E in riferimento al contratto del pubblico impiego – ha concluso Barbagallo – è necessario a questo punto un atto di indirizzo.”

























