A un anno dalla firma dell’accordo presso il ministero delle Imprese, per il rilancio e lo sviluppo degli stabilimenti italiani, Beko Europe ritiene di aver mantenuto “la propria leadership nei volumi e continuare ad attuare il piano di trasformazione industriale in Italia, portando avanti gli impegni assunti”, nonostante un mercato europeo degli elettrodomestici “caratterizzato da domanda debole, pressione sui prezzi e crescente competizione internazionale, in particolare da parte dei player asiatici e delle private label”. Lo riporta una nota del produttore di elettrodomestici a valle dell’incontro avvenuto oggi al Mimit a cui hanno preso parte per Beko il direttore Relazioni esterne, Maurizio Sberna, e il capo del personale Europa, Fabio Colombo, per il Mimit il sottosegretario Fausta Bergamotto, i rappresentanti di Invitalia, le Regioni, gli enti locali e le organizzazioni sindacali.
“Nonostante i primi segnali di ripresa dei volumi, il mercato europeo continua a registrare una contrazione in valore, riflesso di un contesto macroeconomico incerto e di un’evoluzione dei consumi che penalizza i beni durevoli – spiega la nota di Beko Europe – A ciò si aggiunge uno scenario geopolitico complesso che contribuisce ad aumentare la volatilità e la pressione competitiva”. Tuttavia, a un anno dalla firma dell’accordo, “il piano di trasformazione industriale ha già prodotto risultati concreti in termini di ottimizzazione dei costi, efficientamento dei processi e rilancio degli investimenti. Ad oggi, circa 110 milioni di euro sono stati investiti negli stabilimenti italiani, con iniziative mirate lungo direttrici strategiche chiave: automazione e digitalizzazione dei processi produttivi attraverso l’introduzione di robotica avanzata, sistemi Agv (automatic guided vehicles) e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale; ricerca e sviluppo, con focus su elettronica, connettività ed efficienza energetica; efficienza industriale, tramite l’ottimizzazione dei processi e delle tecnologie produttive; e sostenibilità, con iniziative dedicate all’efficienza energetica e all’installazione di impianti fotovoltaici a partire dallo stabilimento di Melano”.
Il sito di Cassinetta (VA) si conferma hub europeo per gli elettrodomestici da incasso e la refrigerazione, con importanti sviluppi nell’automazione e nella logistica, nonché con il lancio di X-Lab, il nuovo laboratorio industriale dedicato alle tecnologie avanzate. Il sito di Melano (AN) evolve come hub per i piani cottura, con l’automazione delle linee produttive, la digitalizzazione dei processi e l’introduzione di sistemi logistici completamente automatizzati, mentre Comunanza (AP) registra investimenti in infrastrutture, sicurezza ed efficienza energetica, insieme a una forte attenzione all’innovazione di prodotto nel segmento del lavaggio.
Per quanto riguarda il sito di Siena “prosegue il progetto di reindustrializzazione, con un’intensa attività di scouting che ha già coinvolto oltre 150 aziende e generato approfondimenti concreti con tre progetti industriali”. A questi si affiancano investimenti in marketing e comunicazione, ulteriori rispetto a quelli previsti all’inizio dell’accordo quadro, per sostenere i volumi e rafforzare il posizionamento dei brand.
“Il tavolo di monitoraggio su Beko è un impegno verso i lavoratori, il territorio e il sistema produttivo. Difendere il lavoro e la continuità industriale è una priorità di questo governo”. Così il sottosegretario al Mimit, Fausta Bergamotto, nel corso dell’incontro di aggiornamento a Palazzo Piacentini sulla vertenza Beko Europe in Italia.
L’azienda, si legge nella nota del Mimit, ha confermato la prosecuzione dell’attuazione del piano di trasformazione industriale in Italia, in coerenza con gli impegni sottoscritti. Nello specifico, a un anno dalla sottoscrizione dell’accordo, , prosegue la nota ministeriale, emergono i primi risultati tangibili in termini di maggiore efficienza operativa, riduzione dei costi, rilancio degli investimenti e un primo significativo incremento dei volumi prodotti. Sono stati finora destinati circa 110 milioni di euro agli stabilimenti italiani, con interventi focalizzati su automazione e digitalizzazione dei processi produttivi, sul potenziamento della Ricerca e sviluppo e dell’efficienza industriale e sul rafforzamento delle iniziative di sostenibilità. Per quanto riguarda il sito di Siena, è stato confermato il proseguimento del percorso di reindustrializzazione.
I sindacati di categoria Fim, Fiom, Uilm, Uglm, durante l’incontro, hanno denunciato una situazione preoccupante nello stato di attuazione del piano industriale oggetto di accordo il 14 aprile 2025. I sindacati hanno sottolineato, un una nota congiunta, come la Direzione di Beko, pur sostenendo di aver investito lo scorso anno 110 milioni di euro nelle fabbriche italiane, ha comunque ammesso una difficile situazione di mercato, che ha comportato la necessità di aumenti di capitale e che affonda le sue radici in uno spostamento dei consumi sulle gamme più economiche, nonché su una concorrenza asiatica sempre più agguerrita. Perdura infatti un pesante utilizzo della cassa integrazione, nonostante l’avvenuta realizzazione quasi in tutte le realtà delle uscite volontarie incentivate pattuite lo scorso anno.
“Per quanto riguarda il sito di Siena, inoltre, a detta della Direzione di Beko, sono pervenuti nove interessamenti. L’ipotesi che oggi è al vaglio consiste nella possibile compresenza di tre soggetti diversi, che insieme potrebbero potenzialmente assorbire i 153 lavoratori rimasti dopo le uscite volontarie. Come definito nell’accordo quadro il perimetro occupazionale di riferimento è di 229 posti di lavoro.”
I sindacati denunciano il ritardo negli investimenti e il calo dei volumi, “che mettono a repentaglio la buona riuscita del piano”. Inoltre denunciano “storture evidenti nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali ( in particolare rispetto ai lavoratori con ridotte capacità lavorative e ai white collar) dalla mancanza di una rotazione equa fra i lavoratori a una carenza nelle operazioni di ricollocazione interna. Chiediamo inoltre, terminato il percorso di uscite incentivate, di avviare un percorso di stabilizzazione dei lavoratori interinali ed in staff leasing presenti in tutti gli stabilimenti. Al contempo, per Siena denunciamo l’incapacità nell’arco di un anno di individuare concreti investitori”.
Alla Regione Toscana i sindacati chiedono “di svolgere finalmente quella azione di promozione sul territorio che nella sostanza è indispensabile per una buona riuscita del piano di reindustrializzazione di Siena. Al Governo chiediamo di esercitare pressioni insieme al sindacato su Beko, affinché nelle realtà italiane siano realizzati appieno i piani di investimento e le conseguenti assegnazioni produttive. Inoltre chiediamo l’insediamento di un tavolo di settore per gli elettrodomestici, giacché l’attuale situazione di mercato e di crisi energetica ne mette a repentaglio la stessa sopravvivenza. Occorre un intervento deciso e congiunto su Beko e sul settore del bianco per invertire una situazione assai grave, che se non corretta porta al declino. Necessario la riconvocazione al Mimit del tavolo di settore.”



























