“Nell’attuale situazione di emergenza sociale riteniamo che il Reddito di Inclusione Sociale (Reis) vada introdotto al più presto e si trovino già da questa Legge di Stabilità le risorse necessarie per avviarlo dal 2016 ovvero 1,8 miliardi di euro. Il governo deve fare uno sforzo per recuperare le risorse necessarie a far partire il Reis in un piano quadriennale che contempli sì la gradualità, ma anche la certezza sugli obiettivi da raggiungere anno dopo anno, fino alla completa introduzione di uno strumento organico, strutturale e universale di lotta alla povertà”.
E’ quanto sostiene il Segretario confederale della Cisl Maurizio Bernava, intervenendo all’iniziativa promossa oggi a Roma da Alleanza contro la povertà in Italia – realtà che raccoglie l’adesione di 35 Soggetti di rilevanza nazionale tra cui la Cisl – per chiedere al Governo, alla vigilia della presentazione della Legge di Stabilità, l’avvio di un vero Piano nazionale contro la povertà.
“La Cisl ritiene che la lotta all’impoverimento e alla povertà debba diventare una scelta strategica del Governo e del Paese. Gli effetti sociali pesanti determinati dalla lunga recessione, la debole crescita prevista per i prossimi anni, l’ampliamento delle disuguaglianze sociali e del divario territoriale fanno sì che politiche per la crescita e politiche di inclusione sociale debbano essere affrontate contestualmente con scelte strutturali superando l’occasionalità e la sperimentazione.
“Chiediamo di definire le priorità e gli strumenti di intervento, innanzitutto il Reis – sottolinea Bernava – che si concentra sulle persone in povertà assoluta, perché sono quelle più esposte e che necessitano di essere prese in carico e indirizzate verso un percorso di reinserimento socio-lavorativo per non finire marginalizzate. Si tratta di un nuovo strumento che riempie uno spazio sempre più grande lasciato vuoto nell’attuale sistema di welfare”.
“Non possiamo più accettare la logica delle sperimentazioni, basate esclusivamente su fondi europei, dunque per loro natura temporanee e rivolte solo a determinate categorie di soggetti. Questa è la sfida che dobbiamo affrontare nei prossimi anni – conclude Bernava – una nuova scelta per la Cisl che è pienamente consapevole dell’importanza di riformare il nostro welfare sociale”.

























