La Cisl metterà in campo, insieme alla Uil, “un’iniziativa forte su sviluppo, riforma fiscale, ristrutturazione della spesa pubblica e lotta agli sprechi”. Lo ha detto Raffaele Bonanni, nel corso del suo intervento all’esecutivo della Cisl, in un cui ha detto che “è necessario che il sindacato incalzi la politica su tutti i dossier che riguardano la crescita”. Con l’esecutivo, sostiene Bonanni, resta in piedi la discussione sull’economia, anche se non nascondo scetticismo verso misure che giudico solo “espedienti mediatici”, come la riscrittura dell’articolo 41 della Costituzione finalizzata a incentivare la libertà d’impresa.
Bonanni si dice contrario ad una patrimoniale e propone un piano di dismissioni del patrimonio pubblico, “che le stime valutano in 400 miliardi di euro, un quarto del nostro debito”.
Al centro dell’agenda rimane comunque la riforma fiscale. La Cisl propone di spostare il carico da lavoro e imprese sui consumi. Non è un caso, sostiene Bonanni, che “anche le autorità Ue spingano per spostare la tassazione dalle persone alle cose”.
Parlando della Cgil, Bonanni ha detto che “il sindacato guidato da Susanna Camusso non pare intenzionato a lasciare l’Aventino sul quale si è trincerato. Anzi. Il nuovo sciopero generale, il niet all’accordo sul salario di produttività nel pubblico impiego, la mancata firma del contratto del commercio: tutto lascia credere che “i problemi aumenteranno”.
Emblematica, per il segretario generale, è la posizione assunta sulla rappresentanza. “Doveva essere l’occasione su cui trovare un minimo comune denominatore con Cisl e Uil: è finita invece con una proposta che sconfessa il documento unitario del 2008”. Una proposta, aggiunge Bonanni, che si può definire solo “provocatoria”. Eppure, sostiene, “rappresentanza e democrazia economica sono troppo importanti per accettare un rinvio sine die. Presto o tardi, insomma, una soluzione andrà trovata”.


























