Il disavanzo che pesa sul bilancio degli Stati Uniti, non ha niente a che vedere con la tornata di tagli al fisco per 350 miliardi di dollari deciso dall’Amministrazione di Washington per rilanciare l’economia statunitense.
Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente americano, George W. Bush.
“Avremmo avuto un deficit di bilancio con o senza tagli alle tasse” ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se le riduzioni al fisco avessero appesantito il deficit del Paese stimato a 455 miliardi di dollari nel 2003 e a 475 miliardi di dollari per il prossimo anno.
Ciò che ha gravato sulle casse americane – ha proseguito Bush – sono stati i costi pagati per ripartire dopo la recessione del 2001, per la sicurezza del Paese dopo l’11 settembre 2001 e per la recente guerra in Iraq ma – ha concluso – “abbiamo superato tutti questi ostacoli e ciò è positivo. Sono ottimista per l’economia e questa amministrazione non si fermerà” nel perseguire i propri obiettivi di natura economico-finanziaria.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

























