Estendere ai circa 4,5 milioni di dipendenti che lavorano da casa per via telematica le tutele e le garanzie già riconosciute a quelli che svolgono la propria attività negli uffici e nelle fabbriche: è questo l’obiettivo dell’accordo sul telelavoro che le parti sociali (tra le quali l’Unice per i datori di lavoro e la Ces per i sindacati) firmeranno domani a Bruxelles insieme alla Commissione europea.
L’intesa mira a stabilire una piattaforma europea di standard minimi di protezione dei diritti dei ‘telelavoratori’, una delle più recenti categorie del mondo dell’occupazione che entro il 2010 dovrebbe contare tra i 10 ed i 12 milioni di addetti.
La novità è che a sorvegliare l’applicazione a livello nazionale delle norme di base contenute nell’accordo saranno le stesse parti sociali, eliminando la necessità di far ricorso a strumenti normativi europei quali direttive o decisioni come attualmente avviene. Le garanzie si applicheranno a tutti i telelavoratori, indipendentemente dalla durata del contratto di lavoro.
Secondo Wim Bergans, portavoce della Confederazione europea dei sindacati (Ces) “si tratta di un passo importante in direzione di una maggiore garanzia di una categoria di lavoratori nuova ed in continuo sviluppo”.
“L’accordo – osserva Bergens – permetterà di evitare ogni possibile forma di abuso, regolando il tempo e le condizioni dell’attività svolta da casa per via telematica. Il fatto di affidare la sua applicazione e sorveglianza ai partner sociali è un’importante conferma del fatto che questi sono ormai in grado di svolgere pienamente tale ruolo”.
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