Le novità sulle tipologie dei contratti sono un “arretramento secco rispetto ai pur timidi sforzi di contrasto alla precarietà” e le misure sull’apprendistato sono “improvvide e controproducenti”. Il giudizio della Cgil sul decreto Lavoro è severo.
Per quanto riguarda la struttura di missione all’interno del ministero del lavoro per dare attuazione al programma di Youth guarantee definito dall’Ue, “può essere finalmente l’occasione per mettere all’ordine del giorno il tema complessivo dei servizi all’impiego, su cui pesano decenni di ignoranza e di sprechi” e “su questo – ha detto la segretaria confederale Serena Sorrentino durante un’audizione nelle commissioni finanze e Lavoro del Senato – il 18 luglio la Cgil si misurerà lanciando una propria iniziativa”.
Tornando ai contratti, il sindacato punta il dito contro il rischio che si crei uno “spiazzamento tra le agevolazioni previste per assunzioni aggiuntive a tempo indeterminato di giovani e queste misure che invece invogliano le imprese a continuare ad approfittare delle forme precarie piuttosto che impegnarsi in programmi di occupazione stabile”.



























