Difesa della contrattazione a partire dal contratto nazionale: è la parola d’ordine uscita dal direttivo della Cgil che, nel suo documento conclusivo votato a larghissima maggioranza, richiede, a fianco alla mobilitazione, una “proposta che si ponga l’obiettivo di riconquistare e difendere la funzione del Contratto nazionale e insieme la rinnovi”.
L’impegno della Cgil sulla contrattazione “va completato con una rinnovata capacità di contrattazione sociale” dice il direttivo di Corso Italia che punta anche ad una legge sulla democrazia e la rappresentanza, da raggiungere anche attraverso “soluzioni pattizie propedeutiche alla legge”.
L’emergenza contratti, dice in sostanza la Cgil, si evidenzia anche con le scelte della Fiat e di Federmeccanica, con l’accordo separato di Pomigliano “che pone in alternativa lavoro e diritti” e il recesso dal contratto del 2008. Tutti episodi che “segnano un gravissimo attacco alla contrattazione ed al contratto nazionale”. Secondo “la Cgil la stessa idea che guida il negoziato separato in Federmeccanica sulle deroghe è quella di destrutturare il contratto facendo venir meno tutele e diritti generali producendo differenze ed incertezze per i lavoratori”. “La Cgil – si legge in una nota – non potrà mai essere d’accordo con questa scelta che si affianca all’attacco al diritto di sciopero, nelle scelte del Governo come nelle pretese della Fiat”.
Questi temi saranno quindi al centro di un seminario del gruppo dirigente che si terrà la prossima settimana.
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