Crollano, ad agosto, le esportazioni verso gli Stati Uniti. Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori alla flessione dell’export nazionale sono Stati Uniti (-21,1%), Turchia (-25,9%) e Cina (-16,3%). All’opposto, Francia (+20,6%), Spagna (+9,4%), Paesi Bassi (+13,5%), Regno Unito (+7,3%) e Belgio (+8,8%) forniscono i contributi positivi più ampi. Lo ha reso noto l’Istat.
“La flessione tendenziale dell’export si deve alla contrazione delle vendite verso l’area extra Ue, che più che compensa la crescita verso quella Ue e che coinvolge in particolare gli Stati Uniti, verso i quali si rilevano riduzioni delle esportazioni diffuse a quasi tutti i settori”, è il commento dell’Istituto.
Ad agosto si stima una flessione congiunturale più ampia per importazioni (-3,7%) rispetto alle esportazioni (-2,7%). La diminuzione su base mensile dell’export si deve all’ampia contrazione delle vendite verso l’area extra Ue (-7,7%), mentre le esportazioni verso l’area Ue crescono del 2,1%. Lo ha reso noto l’Istat.
Complessivamente, ad agosto l’export flette su base annua dell’1,1% in termini monetari e del 2,8% in volume. L’import registra una flessione tendenziale del 3% in valore, determinata dalla riduzione degli acquisti da entrambe le aree, Ue (-3%) ed extra Ue (-2,9%); in volume, le importazioni diminuiscono del 4,1%.
Nel trimestre giugno-agosto 2025, rispetto al precedente, l’export cresce dell’1,2%, l’import registra una modesta riduzione (-0,3%).



























