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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

8 Ottobre 2025
in Senato

GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2025
24ª Seduta

Presidenza del Presidente della 10ª Commissione

ZAFFINI

Interviene il vice ministro della giustizia Sisto.

La seduta inizia alle ore 8,35.

IN SEDE REFERENTE

(65) PARRINI e FINA. – Disposizioni in materia di terapia del dolore e dignità nella fase finale della vita, nonché modifiche all’articolo 580 del codice penale

(104) BAZOLI e altri. – Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita

(124) Elisa PIRRO e altri. – Disposizioni in materia di suicidio medicalmente assistito e di trattamento eutanasico

(570) DE CRISTOFARO e altri. – Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita

(1083) PAROLI e altri. – Modifiche all’articolo 580 del codice penale e modifiche alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, in materia di disposizioni anticipate di trattamento e prestazione delle cure palliative

(1408) Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. – Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita

(1597) DISEGNO DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE– Disposizioni in materia di aiuto medico alla morte volontaria

– e petizioni nn. 198, 667, 1028 e 1413 ad essi attinenti

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 2 ottobre.

Il presidente ZAFFINI comunica che il subemendamento 1.200/1 è stato ritirato. Avverte, quindi, che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio sul testo unificato dei disegni di legge in titolo e dà conto, a tale riguardo, di un carteggio intercorso col Presidente della predetta Commissione.

La senatrice GELMINI (Cd’I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) ha la parola per l’illustrazione dei propri subemendamenti riferiti agli emendamenti dei relatori, a partire dalla proposta 4.100/10, con la quale si intende specificare che il giurista chiamato a integrare il Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali deve avere particolare competenza nel campo del diritto penale o pubblico.

Il subemendamento 4.100/16 prevede il parere del medico di medicina generale a supporto della richiesta di suicidio assistito, allo scopo di garantire una maggiore completezza conoscitiva.

Il subemendamento 4.100/18 è volto a integrare la proposta dei relatori con una previsione relativa all’acquisizione di tutte le competenze professionali e relazionali idonee alla valutazione delle specificità di ogni singolo caso.

Obiettivo del subemendamento 4.100/24 è garantire in ogni procedimento la verifica dell’effettiva proposta delle cure palliative, mentre il subemendamento 4.100/30 prevede che il Centro di coordinamento tenga conto, ai fini delle proprie valutazioni, dei progressi della ricerca scientifica, anche relativamente alla disponibilità di terapie sperimentali.

Il subemendamento 4.100/60 introduce un richiamo alla legge n. 219 del 2017, in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento, in riferimento al personale e agli strumenti del Servizio sanitario nazionale.

Constatata la mancanza di ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la fase dell’illustrazione, avvertendo che si intendono dati per illustrati tutti i restanti subemendamenti.

Segnala quindi l’opportunità, ai fini di completezza istruttoria, di procedere all’audizione dell’Istituto superiore di sanità, sul tema specifico delle apparecchiature per l’autosomministrazione dei farmaci, nonché del Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali. Auspica inoltre che ciascun Gruppo parlamentare sia adeguatamente sensibilizzato sulla possibilità di ricorrere alla procedura per la dichiarazione di indifferibilità assoluta, prevista dall’articolo 126, comma 12, del Regolamento, ai fini dell’autorizzazione a proseguire l’esame congiunto durante la sessione di bilancio.

Il senatore BAZOLI (PD-IDP) dichiara il favore del proprio Gruppo nei confronti di ogni iniziativa che possa rendere maggiormente rapido l’iter, mentre non sussistono obiezioni riguardo allo svolgimento delle audizioni proposte.

Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) si associa.

Non essendovi obiezioni, le proposte della Presidenza si intendono accolte.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 8,50.

MERCOLEDÌ 8 OTTOBRE 2025
342ª Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Gemmato.

La seduta inizia alle ore 14,45.

IN SEDE REDIGENTE

(1531) Deputato CIOCCHETTI e altri. – Istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e altre disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito della discussione e rinvio)

Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 30 settembre.

Il presidente ZAFFINI avverte che si procederà all’espressione dei pareri del relatore e del Governo sugli emendamenti e alla successiva fase di votazione. Ricorda che sono stati acquisiti i pareri non ostativi di 1a e 5a Commissione sul testo del provvedimento in esame.

Il sottosegretario GEMMATO esprime parere favorevole sull’emendamento 1.100 del relatore.

Verificata la presenza del numero legale, l’emendamento 1.100 è posto in votazione e approvato.

Il presidente relatore ZAFFINI (FdI) esprime parere contrario sull’emendamento 2.1.

Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme, specificando che l’obiettivo di cui al comma 1 dell’articolo 2 può essere adeguatamente trattato nell’ambito di campagne e iniziative istituzionali di comunicazione di carattere generale.

La senatrice ZAMBITO (PD-IDP) preannuncia il voto favorevole sull’emendamento 2.1, rilevando che la proposta rende maggiormente effettiva la disposizione di cui all’articolo 2 in materia di realizzazione di campagne informative sul melanoma.

Posto in votazione, l’emendamento 2.1 è respinto.

Sull’emendamento 2.2 esprimono parere contrario il presidente relatore ZAFFINI (FdI) e il sottosegretario GEMMATO, il quale richiama le motivazioni riguardanti l’emendamento 2.1.

Ha quindi la parola per dichiarazione di voto favorevole la senatrice ZAMBITO (PD-IDP), la quale pone in evidenza l’utilità della previsione di campagne di screening per la prevenzione del melanoma.

Posto in votazione, l’emendamento 2.2 è respinto.

Il presidente relatore ZAFFINI (FdI) invita al ritiro dell’emendamento 2.3.

Il rappresentante del GOVERNO si esprime conformemente.

La senatrice MURELLI (LSP-PSd’Az) ritira l’emendamento 2.3.

Il presidente relatore ZAFFINI (FdI) propone una riformulazione dell’emendamento 2.0.1, alla quale è subordinato il suo parere favorevole. Il sottosegretario GEMMATO si associa.

La senatrice MURELLI (LSP-PSd’Az), ottenuti ragguagli dal relatore in ordine alla riformulazione proposta, presenta l’emendamento 2.0.1 testo 2 (pubblicato in allegato).

L’emendamento 2.0.1 (testo 2) è posto in votazione, con il parere favorevole di relatore e Governo, risultando approvato.

Il presidente relatore ZAFFINI (FdI), concorde il rappresentante del GOVERNO, propone la riformulazione, in un medesimo testo, degli emendamenti 3.1 e 3.7.

Il senatore MAZZELLA (M5S) e la senatrice CANTU’ (LSP-PSd’Az) accettano di riformulare gli emendamenti 3.1 e 3.7 nei rispettivi, identici testi 2 (pubblicati in allegato).

Con il parere favorevole del relatore e del GOVERNO, gli emendamenti 3.1 (testo 2) e 3.7 (testo 2) sono posti congiuntamente in votazione.

La Commissione approva. Risultano di conseguenza preclusi gli emendamenti 3.2, 3.3, 3.4 e 3.5.

Il presidente relatore ZAFFINI (FdI) e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull’emendamento 3.6, che, posto in votazione, è respinto.

Il parere del RELATORE sull’emendamento 4.1 è contrario.

Il sottosegretario GEMMATO si esprime conformemente, evidenziando l’inidoneità della copertura finanziaria recata dalla proposta emendativa.

L’emendamento 4.1 è posto in votazione, risultando respinto.

Sull’emendamento Tit.1 il parere del presidente relatore ZAFFINI (FdI) è favorevole.

Il sottosegretario GEMMATO esprime parere conforme.

L’emendamento Tit.1 è quindi posto in votazione e approvato.

Il presidente ZAFFINI, evidenziato che la precedente votazione è stata unanime, specifica che gli emendamenti approvati saranno trasmessi alle Commissioni 1a e 5a per i prescritti pareri.

Il seguito della discussione è quindi rinviato.

ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL’UNIONE EUROPEA

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/37/CE per quanto riguarda l’aggiunta di sostanze e la fissazione di valori limite negli allegati I, III e III bis (COM(2025) 418 definitivo)

(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 1° ottobre.

Riprende la discussione generale.

Il senatore MAZZELLA (M5S) esplicita l’orientamento favorevole del proprio Gruppo sulla proposta di direttiva in esame, in quanto funzionale a un migliore livello di tutela della salute dei lavoratori.

Il senatore ZULLO (FdI) interviene formulando, a nome della propria parte politica, una valutazione favorevole del provvedimento in esame.

Intervenendo a nome del proprio Gruppo, la senatrice CANTU’ (LSP-PSd’Az) si esprime a sua volta favorevolmente sulla proposta di direttiva in titolo.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 15.

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE

N. 1531

Art. 2

2.0.1 (testo 2)

Pucciarelli, Cantù, Murelli, Minasi

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Consenso informato in materia di esecuzione di tatuaggi)

1. Al fine di garantire che il cliente sia consapevole dei rischi e delle procedure legati al tatuaggio e di tutelare il professionista tatuatore, nonché al fine di contribuire alla prevenzione del melanoma, gli esercenti le attività di esecuzione dei tatuaggi informano i propri clienti riguardo agli effetti sulla salute derivanti dall’esecuzione e dalla rimozione di tatuaggi nonché alle precauzioni da tenere all’esito della loro effettuazione.

2. L’informativa di cui al comma 1 è redatta in forma scritta e rilasciata al cliente stesso, il quale sottoscrive una dichiarazione attestante il proprio consenso informato. Tale dichiarazione è datata e sottoscritta anche dall’operatore che ha effettuato il trattamento e conservata dall’esercente, perché sia resa disponibile alle autorità di vigilanza e controllo.

3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti del Ministro della salute, sentito l’Istituto superiore di sanità, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti contenuti, modalità e tempi di conservazione della documentazione di cui al comma 2, nonché sono predisposte apposite Linee guida in materia, tenendo conto dell’evoluzione normativa unionale e delle evidenze scientifiche.

4. Gli obblighi previsti dai commi 1 e 2 decorrono dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3 con cui sono definiti contenuti, modalità e tempi di conservazione della documentazione.»

Art. 3

3.1 (testo 2)

Castellone, Mazzella, Guidolin, Pirro

Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni:

a)  dopo le parole: «possono promuovere» inserire le seguenti: «, in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione, i medici di comunità e cure primarie, i medici di medicina generale e le farmacie, anche attraverso servizi di telemedicina e teleconsulto,»

b)  dopo le parole: «fototipo basso,» aggiungere le seguenti: «l’età maggiore di cinquanta anni,».

3.7 (testo 2)

Cantù, Pucciarelli, Murelli, Minasi

Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni:

a)  dopo le parole: «possono promuovere» inserire le seguenti: «, in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione, i medici di comunità e cure primarie, i medici di medicina generale e le farmacie, anche attraverso servizi di telemedicina e teleconsulto,»

b)  dopo le parole: «fototipo basso,» aggiungere le seguenti: «l’età maggiore di cinquanta anni,

MERCOLEDÌ 8 OTTOBRE 2025
341ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

La seduta inizia alle ore 9,05.

IN SEDE CONSULTIVA

(Doc. CCXLIV, n. 1 – Allegati I e II) Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e connessi allegati

(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)

Il relatore SILVESTRO (FI-BP-PPE) presenta e illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato).

Il presidente ZAFFINI avverte che è stato inoltre depositato uno schema di parere contrario, sottoscritto dai commissari del Gruppo MoVimento 5 Stelle (pubblicato in allegato). Fa quindi presente che si procederà alla votazione dello schema di parere del relatore.

Interviene per dichiarazione di voto contrario a nome del proprio Gruppo la senatrice CASTELLONE (M5S), la quale, facendo riferimento alle motivazioni contenute nello schema di parere alternativo, lamenta la scarsa attenzione dedicata dalla maggioranza a questioni urgenti, a partire dalla sussistenza di una sempre più estesa area di lavoro povero e precario, che contraddice la rappresentazione ottimistica del Governo in ordine all’andamento dell’occupazione. Nell’attuale fase sono in particolare penalizzati i giovani, che in misura rilevante sono esclusi dal mercato del lavoro e dalla partecipazione a percorsi di istruzione e formazione.

Osserva che, in ambito sanitario, il Governo e la maggioranza dimostrano di non tenere conto dell’urgenza di superare le misure di blocco delle assunzioni, che rendono la sanità pubblica inadeguata rispetto al fabbisogno reale di prestazioni. Inoltre, il sistema sanitario pubblico, in quanto irrinunciabile presidio sociale, dovrebbe essere oggetto di un più cospicuo sostegno finanziario, che dovrebbe corrispondere al 7 per cento del PIL, in linea con le altre realtà europee.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) rileva che lo schema di parere del relatore non tiene compiutamente conto delle questioni riguardanti la sanità e il lavoro sollevate nel dibattito. Preannuncia quindi il voto contrario del proprio Gruppo, che invece appoggia lo schema di parere a prima firma della senatrice Castellone.

Il senatore ZULLO (FdI) considera apprezzabile la prudenza dimostrata dal Governo nella redazione delle linee programmatiche di finanza pubblica, in considerazione dell’obiettivo di tutelare la stabilità della finanza pubblica e perciò la credibilità complessiva dell’Italia, così da porla in sicurezza anche a fronte dei segnali di crisi dei maggiori Stati europei.

Contestualmente, il Governo non trascura la finalità del potenziamento del sistema sanitario, come dimostrato dall’impegno del Ministro della salute a porre rimedio ad anni di continuo definanziamento. La richiamata necessità di procedere a nuove assunzioni nel settore sanitario non può inoltre prescindere da un’opera di riallineamento della programmazione in ambito formativo in rapporto al fabbisogno di personale, posto che nell’immediato gli errori commessi in passato riguardo alla programmazione vanificherebbero il proposito di procedere a nuove assunzioni di grande entità numerica.

Conclude preannunciando il voto favorevole del proprio Gruppo.

Ha la parola per dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo la senatrice CANTU’ (LSP-PSd’Az), la quale ritiene il Documento in esame particolarmente apprezzabile in relazione alla prospettiva di un rinnovato impegno nella sanità, consistente nel rilancio degli investimenti e della ricerca.

Previa verifica del numero legale, lo schema di parere del relatore, posto in votazione, è approvato. Risulta di conseguenza precluso lo schema di parere alternativo.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Facendo riferimento a recenti dichiarazioni pubbliche del Ministro della salute, la senatrice ZAMPA (PD-IDP) ne sollecita l’audizione, al fine di un approfondimento riguardo al tema delle risorse a disposizione della sanità. Reputa altresì auspicabile un analogo intervento del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in vista della prossima presentazione del disegno di legge di bilancio.

Il PRESIDENTE ritiene che i profili di interesse sanitario possano essere oggetto dell’audizione del Ministro della salute da programmare nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria nel quadro dell’efficacia complessiva dei sistemi di welfare e di tutela della salute.

La seduta termina alle ore 9,20.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO CCXLIV, N. 1 E CONNESSI ALLEGATI

La 10ª Commissione permanente, esaminato il Documento in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.

In primo luogo, si segnala l’opportunità di assimilare le terapie avanzate (ATMP) agli investimenti strategici, inserendone la spesa nei pertinenti documenti di contabilità pubblica come “debito buono”, nonché di adottare modelli di pagamento pluriennali basati sugli esiti (payment-at-result), con imputazione ex post delle sole rate con esito conseguito.

In secondo luogo, si evidenzia l’opportunità dell’istituzione, in via sperimentale, di un Fondo nazionale per l’accesso equo e sostenibile agli ATMP, cofinanziato, ove possibile, da risorse unionali, nonché di definire un modello nazionale basato su dati di misurazione dei ritorni diretti/indiretti integrato nella Nota tecnico-illustrativa e nel monitoraggio della spesa netta.

Altresì, si rileva l’opportunità di promuovere, in sede di Unione europea, modalità contabili che sterilizzino ex ante l’impatto sul disavanzo per i pagamenti condizionati all’esito.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Maria Domenica CASTELLONE, Barbara GUIDOLIN E MAZZELLA SUL DOCUMENTO CCXLIV, N. 1 E CONNESSI ALLEGATI

La 10ª Commissione, La Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, esaminati, per le parti di competenza, il Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e i connessi allegati,

premesso che:

il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) 2025, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 2 ottobre e attualmente all’esame del Parlamento, si colloca nell’ambito della recente riforma delle regole di governance economica europea e, in attesa dell’adeguamento del quadro normativo contabile nazionale, assume la funzione di sostituire la tradizionale Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF);

nel Quadro Macroeconomico Tendenziale (QMT) vengono riportate le nuove stime sull’andamento dell’economia italiana: per il 2025 è previsto un incremento del PIL pari allo 0,5 per cento, inferiore rispetto al tasso di crescita atteso per il 2024 (0,7 per cento). La dinamica positiva appare molto graduale, con un miglioramento limitato a un decimale l’anno, fino a raggiungere lo 0,8 per cento nel 2027 e lo 0,9 per cento nel 2029;

si tratta di valutazioni improntate a cautela, che riflettono anche le incertezze derivanti dal contesto geopolitico e internazionale. Lo scenario programmatico conferma l’andamento dell’indebitamento netto delineato nel Piano strutturale di bilancio (PSB) e successivamente ribadito nel Documento di finanza pubblica (DFP) dello scorso aprile: il rapporto deficit/PIL è previsto al 3 per cento nel 2025, per poi ridursi progressivamente al 2,8 per cento nel 2026, al 2,6 per cento nel 2027 e al 2,3 per cento nel 2028;

rispetto al quadro macroeconomico presentato nel DFP di aprile, le previsioni del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) risultano riviste al ribasso per il triennio 2025-2027, di un decimo di punto percentuale per ciascun anno, mentre restano invariate per il 2029;

il confronto con lo scenario programmatico contenuto nel PSB 2025-2029 evidenzia, invece, una revisione più marcata: la crescita del prodotto risulta ridotta di 0,7 punti percentuali nel 2025 e di 0,4 punti nel 2026, a fronte di stime sostanzialmente confermate nel biennio finale di riferimento;

infine, si sottolinea come le previsioni del MEF sugli investimenti in costruzioni nel periodo 2025-2028, pari a una crescita cumulata del 5,7 per cento, risultino sensibilmente più ottimistiche rispetto a quelle formulate dall’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) e, ancor più, rispetto a quelle di altri soggetti del panel, che delineano prospettive addirittura negative per il settore.

considerato che:

il testo risulta carente nelle informazioni, asfittico nei contenuti sostanziali ed estremamente preoccupante nella parte che individua l’enorme programmazione di spesa per la difesa, l’unica che caratterizza politicamente questo Documento;

l’entità della manovra di bilancio per il 2026 sarà leggerissima, circa 16 miliardi di euro, e avrà un impatto nullo sulla crescita del Pil del Paese, che resta fissata allo 0,7% per il 2026 sia nel quadro programmatico, che recepisce la stima degli effetti della Legge di bilancio, sia nel quadro tendenziale sia a legislazione vigente; il 60% circa della manovra, quasi 10 miliardi di euro, sarà assicurato da interventi sulla spesa, mentre la restante parte sarà a carico di misure dal lato delle entrate che non sono, tuttavia, neppure genericamente menzionate;

l’indeterminatezza nella definizione delle misure da adottare (eccezion fatta per le spese militari) lascia perplessi; al di là di generiche dichiarazioni di intenti, il DPFP si limita a riportare i dati macroeconomici omettendo di indicare le informazioni utili a valutare la portata e gli effetti finanziari delle politiche riguardanti temi cruciali quali sanità, lavoro, sostegno alle famiglie, riduzione della pressione fiscale; istruzione;

nel documento l’incremento del gettito viene ricondotto all’aumento dell’occupazione; tuttavia, è opportuno evidenziare come, in un contesto di crescita economica debole, tale risultato non dipenda da un reale miglioramento della qualità del lavoro, bensì dalla diffusione di impieghi a bassa produttività e con retribuzioni contenute, incapaci di generare valore aggiunto significativo. Questa dinamica trova riscontro nel perdurante calo del potere d’acquisto delle famiglie e nella contrazione dei redditi reali;

il DPFP prevede una crescita progressiva della spesa per la difesa: +0,15% di PIL nel 2026, +0,3% nel 2027, +0,5% nel 2028. Queste risorse, rese “intoccabili”, sottraggono margini a settori strategici come sanità, assistenza sociale, politiche del lavoro, infrastrutture territoriali. In una fase storica segnata da emergenze sanitarie e fragilità economica, è inaccettabile privilegiare la spesa militare a scapito dei diritti sociali;

tenuto conto che:

i dati relativi alle difficoltà che investono famiglie, imprese e consumatori sono inequivocabili: una fascia sempre più vasta di popolazione vive alle soglie della povertà: più di 2,2 milioni di famiglie (8,4% sul totale delle famiglie residenti) e quasi 5,7 milioni di persone (9,7% sul totale delle persone residenti) vivono in condizione di povertà assoluta; l’indice dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato dell’1,8% su base annua, mentre la variazione dei prezzi del “carrello della spesa”, secondo le stime preliminari dell’Istat, è stata del +3,2% a settembre 2025 rispetto allo stesso mese del 2024; la produzione industriale ha subìto una caduta verticale durata ben 26 mesi consecutivi, per un totale di 30 mesi complessivi di calo della produzione industriale su 33 di Governo, e i dati corretti per gli effetti di calendario hanno evidenziato che la produzione industriale dei primi sette mesi del 2025 è diminuita di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024; la pressione fiscale cresce ancora, essendo salita dell’1,3% nel 2024, raggiungendo il 42,5 per cento del Pil, ed essendo prevista salire ancora nel 2025 (42,8 per cento) (DPFP 2025);

per quanto di competenza di questa Commissione il Documento in esame, nella parte relativa al mercato del lavoro pubblico e privato, previdenza e affari sociali, presenta un impianto parziale e autoreferenziale. Il Governo conferma un’impostazione finanziaria costruita su basi deboli e previsioni di crescita ottimistiche, ben più rosee di quelle prospettate dagli organismi indipendenti. Si tratta dell’ennesimo documento autocelebrativo, in cui si esalta la tenuta della finanza pubblica senza affrontare i nodi strutturali dell’economia italiana: redditi stagnanti, precarietà diffusa, diseguaglianze sociali e territoriali in aumento;

il Governo rivendica una crescita degli occupati, ma sottovaluta un dato preoccupante: la produttività del lavoro è in calo. Un’economia che crea lavoro ma non genera valore è un’economia ferma. Il calo della produttività è il segno di un modello basato su lavoro povero e instabile. Appare fondamentale evidenziare che il tasso di partecipazione delle donne è fermo, tra i più bassi in Europa. Le donne pagano il prezzo più alto della precarietà, della mancanza di servizi e della scarsità di politiche realmente incentivanti;

il Documento prefigura una “ricomposizione del prelievo fiscale” sui redditi da lavoro, ma senza fornire elementi di dettaglio circa le modalità e le coperture. Resta dunque il rischio che la misura si traduca in minori entrate compensate da tagli a servizi essenziali. Tale composizione implica un rischio concreto di tagli ai servizi sociali, soprattutto in assenza di clausole di salvaguardia;

il fenomeno dei NEET resta elevato, e il Governo non propone soluzioni nuove. Le misure sul duale e il Servizio Civile sono marginali rispetto alla portata del problema. A tanto si aggiunge che i salari sono letteralmente erosi dall’inflazione. Tuttavia, il Documento menziona gli interventi a favore dell’occupazione “vulnerabile” (donne, giovani, disoccupati di lunga durata), ma non fornisce elementi concreti per valutarne l’efficacia;

senza investire sulla formazione, l’Italia resterà bloccata in un’economia a basso valore aggiunto e a bassa mobilità sociale;

manca totalmente una visione che preveda un lavoro stabile, giustamente retribuito, che permetta di costruire un progetto di vita. Il Documento in esame ignora colpevolmente la distanza crescente tra domanda e offerta di lavoro. Nessun piano serio per l’orientamento professionale nelle scuole e nelle università, non è prevista in alcun modo la riqualificazione dei lavoratori in settori in trasformazione e sarebbe stato utile apprezzare il rafforzamento dell’apprendistato duale;

il lavoro deve essere dignitoso, equamente retribuito, sostenibile e accessibile a tutti. Il documento in esame non va in questa direzione. Mancano coraggio, visione e attenzione alle persone. Il nostro Paese ha bisogno di riforme vere, non di bilanci autocelebrativi;

l’abolizione del Reddito di Cittadinanza non ha prodotto alcun effetto positivo. I nuovi strumenti sono inefficaci, confusi, e – soprattutto – non raggiungono le persone. A tal proposito, non figura nessun dato sugli esiti occupazionali degli “occupabili”, nessun potenziamento dei servizi sociali e dei percorsi di accompagnamento e nessun tipo di investimento nei territori dove è più alta la povertà;

la “riforma” del Reddito è stata un attacco ideologico, non una proposta di inclusione. E i risultati oggi si vedono: più disuguaglianze, più precarietà, meno diritti;

nel Documento manca un’adeguata attenzione all’andamento della Cassa integrazione guadagni (CIG), che continua a rappresentare un indicatore sensibile dello stato di salute del mercato del lavoro. Nonostante la narrazione ottimistica sull’occupazione, i dati più recenti mostrano un aumento significativo delle ore autorizzate rispetto al periodo pre-pandemico, in particolare nei comparti industriali e manifatturieri. L’uso reiterato e passivo dell’ammortizzatore, in mancanza di reali strategie di riconversione produttiva o di riqualificazione dei lavoratori rischia di diventare strumento di congelamento dell’occupazione, più che di tutela transitoria. Invece, dovrebbe essere integrata in un quadro coerente con le politiche attive, con percorsi personalizzati di formazione e reinserimento lavorativo. La mancata riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, più volte annunciata, rappresenta l’ennesima promessa disattesa da parte del Governo;

il documento fa un accenno molto vago a strumenti volti al contrasto della povertà e dell’isolamento sociale tra questi include: i) il potenziamento dei centri servizi; ii) il sostegno abitativo con i programmi Housing First e Housing Led; iii) la garanzia della residenza anagrafica per i senzatetto; iv) il supporto per i neomaggiorenni che lasciano i percorsi di tutela argomenti che meritano una più precisa e circostanziata previsione;

inoltre, il DPFP si limita a una formulazione generica in ordine ad attività di assistenza e consulenza alle famiglie sul tema dell’invecchiamento attivo, eludendo così il nodo centrale rappresentato dall’assistenza agli anziani non autosufficienti. In particolare, non viene adeguatamente considerato il ruolo delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), che costituiscono un pilastro insostituibile della rete dei servizi socio-sanitari e svolgono una funzione di rilevante valore sociale, la cui centralità meriterebbe un esplicito riconoscimento normativo e misure concrete di sostegno

in conclusione, si rileva, senza sorpresa, la persistente assenza di alcuni temi fondamentali: – ancora una volta, il Governo ignora la battaglia di civiltà per garantire una retribuzione dignitosa a tutti i lavoratori; – non prevede nessuna riforma strutturale in materia previdenziale, solo proroghe di strumenti temporanei e penalizzanti; – restano totalmente ignorati i lavori gravosi e discontinui. I giovani precari e chi svolge lavori usuranti non hanno garanzie di un futuro previdenziale dignitoso. Infine, sul grande tema della disabilità, si registra l’assenza totale di una strategia integrata. Nessun riferimento al ruolo dei caregiver, all’inclusione lavorativa o all’accessibilità;

con riferimento al settore sanitario il Documento in esame evidenzia che la spesa sanitaria al 6,4% nel 2025, al 6,5% nel 2026, al 6,4 nel 2027 e 2028. L’attestazione al 6,4 % del PIL conferma la volontà da parte del Governo di non puntare a un efficientamento del sistema sanitario;

la spesa sanitaria nazionale è stata per lungo tempo inferiore alla media dell’UE, ma gli interventi posti in essere, durante la crisi pandemica hanno contribuito a un consistente incremento del livello del finanziamento del sistema sanitario nazionale. Siamo passati da una spesa sanitaria superiore al 7% del Pil al 6,7% nel 2023, 6,3% nel 2024, per assestarsi nel prossimo triennio al 6,4 per cento;

le grandi tematiche come quelle dei pronto soccorso, della carenza di personale e delle liste d’attesa rappresentano gravi criticità strutturali. Il sistema sanitario pubblico è al limite delle proprie capacità e viene indebolito da politiche che favoriscono la sanità privata e che aggrava la disparità di accesso alle cure;

la carenza cronica di personale e impossibilità a compensare il turnover, condizioni di lavoro gravose spingono professionisti a lasciare il servizio pubblico. I problemi del Servizio Sanitario Nazionale necessitano di una riforma del sistema per cambiare il panorama degli ospedali e dell’assistenza territoriale;

occorrerebbe valorizzare la prevenzione e la medicina di prossimità, per ridurre la pressione sugli ospedali e prevedere una corretta programmazione a medio-lungo periodo di investimenti e adeguamenti economici per i professionisti sanitari, nonché aumentare i fondi destinati all’assunzione di nuovo personale, superando il blocco delle assunzioni per ridurre le liste d’attesa assicurando così maggiore efficienza delle prestazioni erogate dalla sanità pubblica e migliorare così l’offerta assistenziale;

si evidenzia la necessità di rifinanziare il fondo per i farmaci innovativi e ad alto costo, promuovendo modelli di pagamento che garantiscano al tempo stesso accesso alle cure e sostenibilità del SSN, come già sperimentato con il payment by result per le Car-T. Occorre valorizzare le terapie avanzate (ATMP) perché’ presentano un profilo clinico trasformativo che genera, a fronte di elevati costi iniziali, importanti risparmi economici già nel medio-lungo periodo e, pertanto, dovrebbero essere considerate come investimenti strategici per il Paese, anche attraverso strumenti di programmazione e monitoraggio basati su evidenze reali e con il necessario adeguamento delle regole contabili a livello europeo;

bisognerebbe assicurare un’azione strutturale di incremento delle risorse da destinare al funzionamento del Servizio Sanitario nazionale, in modo tale che l’incidenza della spesa sanitaria sul prodotto interno lordo (PIL) sia in linea con i Paesi del G7 e comunque non inferiore alla media europea, e sia in grado, in particolare, di garantire gli investimenti necessari per il personale sanitario e per la riduzione delle liste d’attesa;

la programmazione dovrebbe puntare a restituire centralità e forza alla sanità pubblica che resta l’unica garanzia di universalità, equità e qualità per tutti i cittadini;

dal Documento in esame non si rileva alcun programma idoneo a tutelare e salvaguardare il Servizio Sanitario nazionale attraverso un recupero integrale delle risorse economiche necessarie al suo rafforzamento, garantendo una sostenibilità economica effettiva ai livelli essenziali di assistenza.

esprime, per quanto di competenza, PARERE CONTRARIO.

MARTEDÌ 7 OTTOBRE 2025

340ª Seduta

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Gemmato.

La seduta inizia alle ore 15.


IN SEDE REDIGENTE

(1251) MAZZELLA. – Disposizioni in materia di terapie complementari e integrative

(Seguito della discussione e rinvio)

Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 30 settembre.

Il relatore SATTA (FdI) propone lo svolgimento di un ciclo di audizioni, auspicando che siano garantiti tempi adeguatamente ampi per la presentazione delle proposte dei soggetti da audire.

Il senatore MAZZELLA (M5S) concorda.

Il presidente ZAFFINI propone quindi di porre il termine per la segnalazione dei soggetti da audire a giovedì 23 ottobre, ore 12.

La Commissione conviene.

Il senatore MAZZELLA (M5S) suggerisce di non limitare eccessivamente la facoltà di proposta dei Gruppi.

Preso atto dell’avviso favorevole del relatore SATTA (FdI), il presidente ZAFFINI ritiene che il numero delle proposte dei soggetti da audire possa essere fissato a tre per ciascun Gruppo, nel presupposto che tali soggetti siano rappresentativi di realtà associative o di enti del mondo scientifico.

Non essendovi obiezioni, così resta stabilito.

Il seguito della discussione è quindi rinviato.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26, in attuazione della direttiva (UE) 2024/1262, che modifica la direttiva 2010/63/UE per quanto riguarda i requisiti per gli stabilimenti e per la cura e la sistemazione degli animali e per quanto riguarda i metodi di soppressione degli animali (n. 301)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1 della legge 13 giugno 2025, n. 91. Esame e rinvio)

La relatrice MURELLI (LSP-PSd’Az) rileva che lo schema di decreto legislativo in esame è inteso al recepimento della direttiva delegata (UE) 2024/1262, la quale ha modificato la direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, allo scopo di adeguarne alcune norme alle attuali conoscenze scientifiche. Lo schema di decreto è stato predisposto ai sensi della disciplina di delega al Governo di cui alla legge 13 giugno 2025 n. 91.

Le novelle inseriscono nell’allegato III del decreto legislativo n. 26 del 2014, che definisce i requisiti per gli stabilimenti e per la cura e la sistemazione degli animali destinati all’utilizzo a fini scientifici o educativi, i requisiti relativi a talune specie sinora ivi non contemplate specificamente: storni, passeri domestici, cinciallegre e cinciarelle, pesci zebra; le disposizioni riguardanti la classe dei cefalopodi.

Le novelle inseriscono nell’allegato III anche altre modifiche e integrazioni. In particolare: nel paragrafo 2 della sezione A, si introduce la disposizione che, per gli animali acquatici, le apparecchiature che causano rumore o vibrazioni, come generatori o sistemi di filtraggio, non devono nuocere al benessere degli animali; nel medesimo paragrafo 2, si inserisce l’obbligo di predisposizione di piani di emergenza – efficaci al fine di garantire la salute e il benessere degli animali – relativi all’ipotesi che vengano a mancare elementi essenziali dell’allevamento; nel paragrafo 8 della sezione B, relativo agli uccelli, viene inserito un secondo comma, nel quale si specifica che, per gli alloggiamenti di uccelli prelevati allo stato selvatico, il requisito sullo spazio minimo disponibile, individuato ai sensi del medesimo allegato, si applica qualora gli uccelli siano tenuti per periodi superiori a 24 ore, mentre negli altri casi si devono adottare misure per ridurre al minimo i rischi per il benessere degli animali; nel paragrafo 11 della sezione B, oltre all’inserimento di disposizioni specifiche relative ai pesci zebra, si modificano quelle poste con riferimento in generale ai pesci e relative a: fornitura e qualità dell’acqua; ossigeno, composti azotati, biossido di carbonio, pH e salinità; temperatura e illuminazione; alimentazione e manipolazione.

Le novelle in esame concernono anche l’allegato IV del decreto legislativo n. 26 del 2014, che definisce, per molte specie animali, nell’ambito della disciplina in oggetto, i divieti e le limitazioni nei metodi di soppressione; i metodi consentiti sono distinti a seconda delle specie e devono essere rispettati salvo deroghe ed eccezioni. L’individuazione dei metodi consentiti è accompagnata dai relativi requisiti e criteri per l’applicazione.

Le novelle inseriscono nell’allegato IV, con esclusivo riferimento ai pesci zebra, l’ipotermia quale pratica consentita, introducono il divieto di utilizzo di gas inerti per i roditori e definiscono le pratiche di soppressione vietate per i cefalopodi, ammettendo esclusivamente il metodo dell’overdose di anestetico.

Un’ulteriore novella inserita nell’allegato IV specifica che i metodi di conferma della morte devono essere appropriati alla specie da sopprimere.

Infine, l’articolo 2 dello schema di decreto reca le clausole di invarianza degli oneri di finanza pubblica, mentre l’articolo 3 prevede il termine di decorrenza del 4 dicembre 2026.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


IN SEDE CONSULTIVA

(Doc. CCXLIV, n. 1 – Allegati I e II) Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e connessi allegati

(Parere alla 5a Commissione. Esame e rinvio)

Nota in primo luogo il relatore SILVESTRO (FI-BP-PPE) che il Documento in esame reca un nuovo quadro programmatico, macroeconomico e di finanza pubblica, compatibile con i limiti del tasso di crescita della spesa pubblica netta già previsti dal Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine (Piano approvato dal Consiglio dell’Unione europea il 21 gennaio 2025). In particolare, nel nuovo quadro: il tasso di crescita del PIL reale viene previsto pari allo 0,5 per cento per l’anno 2025, allo 0,7 per cento per l’anno 2026, allo 0,8 per cento per l’anno 2027 e allo 0,9 per cento per l’anno 2028; il tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL nominale) viene previsto pari al 3,0 per cento per l’anno in corso, al 2,8 per cento per l’anno 2026, al 2,6 per cento per l’anno 2027 e al 2,3 per cento per l’anno 2028; il tasso di disoccupazione è previsto pari, come valore medio annuo, al 6,0 per cento nell’anno in corso, al 5,8 per cento per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e al 5,6 per cento per l’anno 2028.

Riguardo al settore sanitario, il Documento indica che con la prossima manovra di bilancio si garantirà un “ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale”. Riguardo invece ai dati relativi alla spesa sanitaria corrente a legislazione vigente, il Documento prevede che il tasso di tale spesa in percentuale del PIL nominale sia pari al 6,4 per cento nell’anno in corso, al 6,5 per cento nell’anno 2026 e al 6,4 per cento per ciascuno degli anni 2027 e 2028; in termini di valori assoluti, si prevede che l’importo della spesa in oggetto sia pari a: 144.021 milioni di euro nell’anno in corso, 149.931 milioni nell’anno 2026, 151.727 milioni nell’anno 2027, 155.702 milioni nell’anno 2028.

In merito ad alcune linee di intervento per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale, il Documento ricorda la recente approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, di un disegno di legge di delega al Governo “per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione di servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie, rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica” (disegno di legge qualificato dal medesimo Documento come collegato alla manovra di bilancio). Il Documento, inoltre, riporta che sono in corso valutazioni in merito alle possibilità di revisione dei criteri di riparto delle risorse finanziarie per la copertura dei fabbisogni standard nel settore sanitario.

In merito alle politiche per il lavoro, il Documento ricorda gli interventi in atto – in conformità al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – relativi al programma GOL 2021-2025 (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), al potenziamento dei centri per l’impiego e al potenziamento del sistema duale; per quest’ultimo, in particolare, osserva il Documento, l’obiettivo previsto per la fine dell’anno 2025 – consistente nell’iscrizione e nel conseguimento delle certificazioni di completamento del corso, nel quinquennio 2021-2025, di almeno 129.000 soggetti – è stato raggiunto con un anno di anticipo.

In merito al lavoro femminile, il Documento indica che sarà confermata e potenziata la misura introdotta per l’anno 2025 dal decreto-legge n. 95 del 2025, che prevede, a determinate condizioni, una forma di integrazione al reddito per le lavoratrici madri, dipendenti o autonome, con due o più figli. Più in generale si procederà “nel percorso di incremento delle misure a sostegno della natalità e della conciliazione vita-lavoro”, proseguendo anche negli interventi per il potenziamento e la maggiore accessibilità dei servizi per la prima infanzia.

In merito all’imposizione fiscale sui redditi da lavoro, il Documento indica che “con la manovra si darà luogo a una ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l’incidenza del carico sui redditi da lavoro”, con una “rimodulazione delle aliquote IRPEF per il ceto medio”.

Il Documento in esame, nel capitolo II.4, indica i disegni di legge da considerare come collegati alla manovra di bilancio; nell’ambito di tale elenco ha rilevanza la previsione di collegati recanti: interventi in materia di disciplina pensionistica; misure a sostegno delle politiche per il lavoro e delle politiche sociali; interventi a favore delle politiche di contrasto alla povertà; misure per il sostegno alle famiglie numerose; delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione dell’assistenza territoriale e di revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale; delega al Governo in materia di riordino degli enti vigilati dal Ministero della salute; disposizioni in materia di giovani e servizio civile universale e deleghe al Governo per il riordino della materia; disposizioni in materia di semplificazione ed efficientamento del sistema nazionale di istruzione; disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024; stabilizzazione del personale assunto dal Ministero della giustizia nell’ambito dell’attuazione del PNRR.

Si apre la discussione generale.

Il senatore MAZZELLA (M5S) esprime una valutazione negativa riguardo alla previsione di aumento delle spese militari, in quanto queste sono caratterizzate da un bassissimo impatto in termini di stimolo della crescita sistemica, peraltro in un periodo di forte rischio di stagnazione, a fronte del quale dovrebbe essere accordata priorità all’aumento della domanda interna.

Il presidente ZAFFINI invita gli oratori ad attenersi ai temi di stretta competenza della Commissione.

Il senatore ZULLO (FdI) pone in evidenza l’opportunità che la spesa relativa alle terapie avanzate sia equiparata agli investimenti strategici ai fini della contabilità pubblica. Inoltre, e per le medesime finalità, rileva che dovrebbe essere valutata l’istituzione in via sperimentale di un Fondo finalizzato all’accesso equo e sostenibile alle terapie avanzate, cofinanziato da risorse unionali. Aggiunge che, in sede di Unione europea, dovrebbe al contempo essere promossa l’adozione di criteri contabili idonei a sterilizzare l’impatto sul disavanzo per i pagamenti condizionati all’esito.

La senatrice CASTELLONE (M5S) coglie, pur nella complessiva scarsa concretezza del Documento in esame, una chiara indicazione per il rilancio della spesa militare. Gli interventi dedicati alla sanità le appaiono invece insufficienti, mentre sarebbe necessario puntare con decisione sul potenziamento delle risorse umane del settore per mezzo di fondi dedicati alla stabilizzazione dei precari e a nuove assunzioni, con particolare riferimento alle regioni impegnate in piani di rientro.

Per quanto riguarda l’ambito del lavoro, esprime preoccupazione per la presenza di fasce rilevanti di lavoratori sottopagati e precari. Reputa necessario, pertanto, potenziare le reti sociali volte al sostegno delle situazioni di fragilità.

La senatrice ZAMBITO (PD-IDP) ritiene urgente un chiarimento da parte del Governo in merito alla consistenza reale degli investimenti destinati al settore sanitario e agli ambiti specifici di intervento. Posto che i rinnovi contrattuali nella sanità e il finanziamento della spesa farmaceutica hanno carattere di urgenza, reputa inevitabile l’individuazione di ulteriori risorse e garanzie volte al funzionamento del sistema sanitario nel territorio, così da permettere l’erogazione delle prestazioni, in un contesto nel quale le capacità operative dei sistemi sanitari regionali sono erose dall’insufficienza delle risorse disponibili.

La senatrice FURLAN (IV-C-RE) segnala che l’esame del Documento in titolo non può non tenere conto di un quadro macroeconomico connotato da livelli di crescita ormai, da molti anni, insoddisfacenti, a fronte dei quali occorrono politiche espansive.

Non ritiene incoraggiante la previsione dell’andamento della spesa sanitaria in rapporto al prodotto interno lordo e manifesta ulteriori preoccupazioni circa la capacità di investimento nel settore del lavoro e della previdenza, in considerazione dell’insufficienza delle risorse previste, anche in relazione ai rinnovi dei contratti pubblici. Trova pertanto auspicabile l’avvio di una nuova politica economica, basata sul sostegno dello sviluppo e del settore sanitario.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) manifesta perplessità circa l’effettiva praticabilità degli annunciati interventi in materia previdenziale, in assenza delle necessarie risorse. Inoltre, giudica preoccupanti le carenze delle politiche attive del lavoro, particolarmente sul piano delle possibilità di incrocio della domanda e dell’offerta di lavoro. A tale riguardo, ritiene che il Governo dovrebbe tenere conto della centralità della formazione dei lavoratori in rapporto con l’attuale evoluzione tecnologica.

Dopo aver messo in evidenza le lacune relative alla politica industriale, con particolare riferimento all’aumento del ricorso alla cassa integrazione, si sofferma sull’esigenza di politiche più incisive di sostegno al lavoro femminile, particolarmente ai fini della conciliazione dell’attività lavorativa con la maternità, che deve necessariamente riguardare le lavoratrici madri fin dalla nascita del primo figlio.

Individua un’ulteriore causa di debolezza strutturale nel drenaggio fiscale derivante dall’aumento dell’inflazione, che, in assenza di correttivi, ha comportato un rilevante impoverimento dei lavoratori dipendenti, i quali, insieme ai pensionati, concorrono alla maggior parte del gettito. In uno scenario definito da nuove misure protezionistiche, reputa imprescindibile puntare su misure volte al rafforzamento del mercato interno, oggi fortemente penalizzato dalla contrazione dei redditi reali e della propensione al consumo. Osserva infine che le spese militari, testé menzionate, non sono invero prime di riflessi sul mondo del lavoro.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) osserva che lo sviluppo del mercato interno richiede interventi adeguati per il sostegno dell’occupazione femminile, per mezzo della predisposizione di idonei servizi per l’infanzia, e del lavoro giovanile. Occorre altresì agevolare l’impiego di manodopera di origine straniera nei settori che attualmente sono in sofferenza per la mancanza di forza lavoro, come è evidente nel settore agricolo. Peraltro, trova preoccupante la persistente tendenza all’emigrazione dei giovani maggiormente qualificati.

Ritiene poi urgente il recupero del potere d’acquisto dei redditi da lavoro, tramite misure atte a compensare le carenze della contrattazione collettiva. Più in generale, il cambiamento della struttura industriale, ormai basata sulle piccole e medie imprese, pone a suo avviso l’esigenza di una nuova politica per il settore, volta a sostenerne la competitività.

Il presidente ZAFFINI, non essendovi altri iscritti a parlare, dichiara conclusa la discussione generale.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/505 recante modifica della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali degli infermieri responsabili dell’assistenza generale che hanno completato la formazione in Romania (n. 300)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1 della legge 13 giugno 2025, n. 91. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 1° ottobre.

Intervenendo in discussione generale, la senatrice GUIDOLIN (M5S) esprime la valutazione favorevole del proprio Gruppo sullo schema di decreto legislativo in esame, finalizzato all’adeguamento alla disciplina unionale.

La senatrice ZAMPA (PD-IDP) formula una valutazione positiva del provvedimento in esame a nome, del proprio Gruppo, facendo presente l’opportunità di disporre di personale infermieristico qualificato anche proveniente da altri stati membri dell’Unione europea. Soggiunge che è altresì necessario che si provveda a fornire risposte adeguate al disagio del personale infermieristico italiano, sempre più propenso all’emigrazione, a causa di una situazione del tutto insoddisfacente con riguardo alle retribuzioni e alle possibilità di carriera.

Dopo aver espresso condivisione rispetto alle considerazioni appena formulate dalla senatrice Zampa, il presidente ZAFFINI, non essendovi altre richieste di intervento, dichiara chiusa la discussione generale, rammentando che non è ancora stata sciolta la riserva posta in sede di assegnazione dell’atto del Governo in titolo.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il presidente ZAFFINI avverte che nella seduta già convocata alle ore 9 di domani si procederà alla votazione del parere sul Documento programmatico di finanza pubblica 2025, nonché alla trattazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1531, riguardante la prevenzione del melanoma.

La Commissione prende atto.


La seduta termina alle ore 16.

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