Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.
C. 3193 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.
Angelo SANTORI, presidente relatore, ricorda che nella seduta di ieri la Commissione aveva iniziato l’esame degli emendamenti.
Roberto GUERZONI (DS-U) esprime perplessità in merito all’ampliamento degli enti preposti all’intermediazione, in quanto i nuovi soggetti potrebbero non fornire tutte le necessarie garanzie in termini soggettivi e oggettivi. Dichiara quindi voto contrario sull’emendamento 1.52 del relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l’emendamento 1.52 del relatore e respinge gli emendamenti Cordoni 1.53 e 1.54 e Guerzoni 1.55.
Roberto GUERZONI (DS-U) illustra l’emendamento Gasperoni 1.58, di cui è cofirmatario, volto ad introdurre il riferimento alla procedura di cui all’articolo 43 del decreto legislativo n.165 del 2001, per misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali.
Emilio DELBONO (MARGH-U), rilevato che il suo gruppo ha un’opinione diversa sul ruolo delle organizzazioni sindacali nella costituzione di enti bilaterali, riconosce la grande delicatezza del tema, in particolare in una situazione caratterizzata dalla divisione sindacale. Dichiara voto contrario sull’emendamento Gasperoni 1.58.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI ricorda che il provvedimento non innova in materia, ma conferma quanto si è affermato nella prassi, in dottrina e in giurisprudenza. L’orientamento maturato dal Governo ed esplicitato nel «libro bianco» è quello della contrarietà ad una disciplina legislativa della rappresentanza. Il Governo ritiene che, a maggior ragione in una situazione di massima espressione del pluralismo sindacale, si debba confermare l’autonomia di tali organizzazioni sociali, basata sul mutuo e vicendevole riconoscimento tra le parti, sottolineando che tale avviso è condiviso da 36 organizzazioni sindacali su 37. Ribadisce il parere contrario sull’emendamento in esame.
La Commissione respinge l’emendamento Gasperoni 1.58.
Alfonso GIANNI (RC) sottolinea che un innegabile principio di civiltà giuridica dovrebbe indurre a misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali consentendo ai lavoratori di esprimersi con il voto rispetto a contratti validi erga omnes.
Roberto GUERZONI (DS-U) raccomanda l’approvazione dell’emendamento Motta 1.59, ribadendo che la procedura prevista per il pubblico impiego ha prodotto buoni risultati nel misurare la rappresentatività. Rileva peraltro che le organizzazioni sindacali non sono pregiudizialmente contrarie ad un intervento legislativo sui modi di determinazione della rappresentatività, ma temono che esso abbia carattere troppo invasivo. Auspica che la Commissione affronti questa delicata questione.
Pietro GASPERONI (DS-U) sottolinea l’esigenza di affrontare il tema della misurazione per legge dell’effettiva rappresentatività delle organizzazioni sindacali, trattandosi di questione di grande attualità.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l’emendamento Motta 1.59, gli identici emendamenti Bulgarelli 1.60 e Alfonso Gianni 1.61 e l’emendamento Cordoni 1.63.
Alfonso GIANNI (RC) illustra il suo emendamento 1.64, volto ad introdurre una misura cautelativa con riferimento all’intermediazione privata, al fine di evitare fenomeni «pirateschi».
La Commissione respinge l’emendamento Alfonso Gianni 1.64.
Roberto GUERZONI (DS-U) illustra l’emendamento Nigra 1.65, di cui è cofirmatario, volto a sopprimere la lettera l), comma 2, dell’articolo 1, che affronta in modo non condivisibile il tema della somministrazione di manodopera, prevedendo l’abrogazione della legge n. 1369 del 1960. Ritiene, invece, che sia necessaria una riforma di tale legge ed una regolamentazione della somministrazione di manodopera basata su criteri certi e trasparenti.
Roberto ROSSO (FI), nell’annunciare il proprio personale voto favorevole sull’emendamento Nigra 1.65, avverte che – sempre a titolo personale – si asterrà su tutti gli emendamenti riferiti al comma 2, lettera l), salvo che sull’emendamento Gasperoni 1.70, su cui esprimerà voto favorevole.
La Commissione respinge l’emendamento Nigra 1.65.
Roberto GUERZONI (DS-U), nell’illustrare le finalità dell’emendamento Innocenti 1.66, di cui è cofirmatario, interamente sostitutivo della lettera l), comma 2, dell’articolo 1, ribadisce la necessità di riformare la legge n. 1369 del 1960, introducendo altresì una disciplina della somministrazione della manodopera basata su criteri di certezza e trasparenza.
Pone l’accento, inoltre, sull’eccessiva genericità della formulazione del punto 7, lettera l), che potrebbe aprire il varco a futuri contenziosi.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Innocenti 1.66, Alfonso Gianni 1.67, 1.68 e 1.69, Gasperoni 1.70, Cordoni 1.71, Alfonso Gianni 1.72 e 1.73; approva l’emendamento Didoné 1.74; respinge gli emendamenti Alfonso Gianni 1.77, 1.78 e 1.79, Delbono 1.83 e Alfonso Gianni 1.85.
Roberto GUERZONI (DS-U) illustra l’emendamento Trupia 1.87, di cui è cofirmatario, teso a sopprimere il punto 7, lettera l), comma 2, dell’articolo 1, che prevede l’utilizzazione del meccanismo certificatorio ai fini della distinzione tra interposizione illecita e appalto genuino, sottolineando come tale previsione apra la strada a possibili contenziosi e a forme di concorrenza sleale. Sottolinea l’esigenza di sopprimere tale lettera, nell’ottica di un mercato del lavoro veramente concorrenziale e della tutela dei diritti dei lavoratori.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l’emendamento Trupia 1.87 e approva l’emendamento Di Teodoro 1.89.
Roberto GUERZONI (DS-U) giudica grave l’approvazione dell’emendamento Di Teodoro 1.89 che, eliminando la possibilità di elaborare indici e codici di comportamento in sede amministrativa, inficia la chiarezza dei rapporti di lavoro.
Renzo INNOCENTI (DS-U) ritiene che con l’approvazione dell’emendamento Di Teodoro 1.89 sia venuto meno ogni punto di riferimento certo e si sia aperto il varco alla discrezionalità. Si chiede, a questo punto, sulla base di quali criteri il Governo eserciterà la delega sul punto relativo all’utilizzazione del meccanismo certificatorio ai fini della distinzione tra interposizione illecita e appalto genuino.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI fa presente che l’intento del Governo di disciplinare la somministrazione di manodopera, con i presidi previsti per il lavoro interinale, farà emergere in modo più rigoroso la distinzione rispetto all’appalto di servizi.
Roberto ROSSO (FI), pur apprezzando la volontà del Governo di disciplinare la materia in esame, esprime perplessità sull’impostazione generale della lettera l), a cui a suo avviso è sottesa la stessa logica perseguita dai precedenti Governi di centro sinistra.
Lo smantellamento dei diritti di cittadinanza del lavoratore all’interno dell’impresa mina l’impianto costituzionale a tutela del lavoratore. Nel richiamarsi ai principi della dottrina sociale della Chiesa, ritiene che nella dialettica economica del mondo occidentale debba potersi esprimere una visione dei rapporti di lavoro in base alla quale non ci si limita a prevedere una rete di salvaguardia per il lavoratore espulso dall’impresa, ma occorre riconoscere i suoi diritti anche quando opera all’interno della stessa.
Roberto GUERZONI (DS-U) rileva che con l’approvazione dell’emendamento precedente è stato soppresso il riferimento gli indici e codici di comportamento elaborati in sede amministrativa, per cui risulta ancora più vaga la distinzione tra interposizione illecita e appalto genuino.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alfonso Gianni 1.90 e 1.91.
Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea che l’emendamento 1.92 del Governo contraddice completamente l’impostazione che figurava nel testo originario. Pur condividendo la nuova formulazione della lettera o), chiede al rappresentante del Governo di chiarire le ragioni del nuovo orientamento.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI fa presente che l’emendamento 1.92 fa parte degli impegni assunti con il Patto per l’Italia ed è volto ad evitare pratiche fraudolente.
Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara voto contrario sull’emendamento 1.92 del Governo, riservandosi di presentare emendamenti in Assemblea su questa parte del testo.
La Commissione approva l’emendamento 1.92 del Governo.
Alfonso GIANNI (RC) illustra il suo emendamento 1.99, rilevando di considerare incomprensibile il riferimento ad una pluralità di testi unici.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI rileva che lo statuto dei lavori sarà il frutto di tanti aggregati normativi, derivanti da quello in esame e da altri provvedimenti.
La Commissione respinge l’emendamento Alfonso Gianni 1.99.
Angelo SANTORI, presidente relatore, avverte che si intendono respinti i restanti emendamenti riferiti all’articolo 1.
Raccomanda l’approvazione del suo emendamento 2.27 ed esprime parere contrario sui restanti emendamenti riferiti all’articolo 2.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI concorda con il relatore ed esprime parere favorevole sull’emendamento 2.27 del relatore.
Alfonso GIANNI (RC) illustra il suo emendamento 2.2, interamente soppressivo dell’articolo 2, che comporterebbe una dilatazione dell’apprendistato, che considera anacronistica.
Carmen MOTTA (DS-U) illustra l’emendamento Delbono 2.1, di cui è cofirmataria, rilevando che nell’articolo 2 continuano a sovrapporsi il contratto di apprendistato e quello di formazione e lavoro, rischiando di compromettere le finalità che la stessa norma si prefigge. Ritiene invece indispensabile una migliore definizione dei contratti formativi.
Renzo INNOCENTI (DS-U), rilevata la genericità delle disposizioni dell’articolo 2, che peraltro non tiene conto delle competenze affidate alle regioni, reputa necessario precisare i modi di certificazione dell’attività formativa. Inoltre, rileva che si avverte la necessità di una diversa connotazione dei contratti di formazione e lavoro, anche per superare il contenzioso in sede comunitaria riguardo a tali tipologie contrattuali. In sostanza, l’articolo 2 individua soluzioni di basso profilo e costituisce un’occasione persa per riformare i contratti a causa mista.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Delbono 2.1 e Alfonso Gianni 2.2 e l’emendamento Cordoni 2.4.
Roberto GUERZONI (DS-U) chiede come proseguiranno i lavori nella seduta odierna.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, propone, non essendovi obiezioni, di concludere l’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 2.
La Commissione concorda.
Carmen MOTTA (DS-U) fa proprio l’emendamento Perrotta 2.5.
La Commissione respinge l’emendamento Perrotta 2.5, fatto proprio dal deputato Motta.
Carmen MOTTA (DS-U) illustra l’emendamento Delbono 2.7, di cui è cofirmataria, volto a rimarcare il ruolo e la competenza specifica delle regioni nella materia di cui all’articolo 2.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Delbono 2.7 e Cordoni 2.9.
Carmen MOTTA (DS-U), nell’illustrare le finalità dell’emendamento Cordoni 2.10, di cui è cofirmataria, rileva la necessità di unificare, oltre che di riordinare, i rapporti di lavoro con contenuti formativi, con la sola eccezione dei contratti riguardanti i disabili e le fasce deboli della popolazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cordoni 2.10 e Delbono 2.12.
Carmen MOTTA (DS-U) illustra l’emendamento Cordoni 2.13, che mira a valorizzare pienamente l’attività formativa confermando l’apprendistato come strumento per l’assolvimento dell’obbligo formativo a 18 anni. Sottolinea che tale proposta emendativa si ispira alla riforma varata dal precedente Governo di centro sinistra, purtroppo rimasta inapplicata, di cui sottolinea l’importanza.
La Commissione respinge l’emendamento Cordoni 2.13.
Roberto GUERZONI (DS-U), con riferimento agli identici emendamenti Cordoni 2.14 e Delbono 2.15, rileva l’esigenza di valorizzare tutta l’attività formativa, e non solo di quella svolta in azienda.
Luigi MANINETTI (UDC) ritiene preferibile la formulazione attuale della lettera b), comma 1, dell’articolo 2, sottolineando che la vera formazione è quella che si svolge all’interno dell’azienda.
Renzo INNOCENTI (DS-U) giudica ingenerosa la valutazione dell’attività formativa extra aziendale effettuata dal deputato Maninetti, ritenendo che la valorizzazione della sola attività formativa svolta in azienda celi l’intento, da parte della maggioranza, di considerare inutile la formazione che viene effettuata all’esterno. Ritiene che questo sia un atteggiamento strumentale, tendente all’eliminazione di qualsiasi elemento di programmazione pubblica in materia.
Concorda invece con il deputato Guerzoni in ordine alla necessità di valorizzare tutta l’attività formativa, in modo da dare pari dignità all’attività teorica e pratica svolte all’interno dell’azienda.
Carmen MOTTA (DS-U) ritiene che l’attuale formulazione della lettera b), comma 1, dell’articolo 2, penalizzando la formazione extra aziendale, tenda a svalorizzare l’attività di formazione nel suo complesso. Nel richiamare le dichiarazioni rese al Senato dal rappresentante del Governo, sottolinea che non sempre la formazione svolta fuori dell’azienda si traduce in uno sperpero di denaro pubblico.
Cesare CAMPA (FI) dichiara di non concordare con il deputato Motta, rilevando come l’attuale formulazione della lettera b) sia finalizzata soltanto a valorizzare l’attività formativa svolta in azienda, e non a penalizzare quella extra aziendale.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI rileva che la norma non introduce alcuno sconvolgimento, ma si pone l’obiettivo di conseguire una situazione di maggiore equilibrio attraverso il dialogo con le parti sociali. Si tratta di giungere ad una sintesi tra l’esperienza dell’apprendistato, caratterizzata da totale assenza di regole e che tuttavia ha conseguito risultati positivi, e quella maturata successivamente, caratterizzata da eccessiva regolazione. L’obiettivo è quello di specializzare le due tipologie contrattuali, destinando l’apprendistato alla formazione per il mercato ed il contratto di formazione e lavoro alla formazione specificamente rivolta all’impresa.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Cordoni 2.14 e Delbono 2.15, gli emendamenti Delbono 2.16, Cordoni 2.17, Guerzoni 2.18, gli identici emendamenti Delbono 2.19 e 2.20, gli identici emendamenti Delbono 2.21 e Cordoni 2.22, gli emendamenti Guerzoni 2.23 e 2.24, Alfonso Gianni 2.25 e Delbono 2.26; approva quindi l’emendamento 2.27 del relatore.
Roberto GUERZONI (DS-U) illustra i suoi emendamenti 2.28 e 2.30, sottolineando la necessità di specificare a cosa si riferiscano le forme di incentivazione economica erogate direttamente al prestatore di lavoro.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI precisa che ci si riferisce a tipologie contrattuali che non rientrano nell’apprendistato tipico e per le quali si potrebbero prevedere particolari forme di incentivazione.
La Commissione respinge l’emendamento Guerzoni 2.28.
Alfonso GIANNI (RC) dichiara che si riserva di ripresentare in Assemblea, opportunamente riformulato, il suo emendamento 2.29, dichiarato inammissibile per carenza di compensazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l’emendamento Guerzoni 2.30, gli identici emendamenti Delbono 2.32 e 2.33 e l’emendamento Cordoni 2.34.
Alfonso GIANNI (RC) illustra il suo emendamento 2.35, sottolineando che l’attuale formulazione del testo rivela una logica di riduzione, fino all’annullamento, di qualunque forma di controllo sulle tipologie contrattuali a contenuto formativo.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alfonso Gianni 2.35, Delbono 2.36 e Gasperoni 2.37.
Roberto GUERZONI (DS-U) illustra l’emendamento Delbono 2.38, di cui è cofirmatario, volto a precisare che la formazione svolta in azienda deve essere concordata sulla base dei criteri definiti da un organismo pubblico, come la commissione di lavoro di cui al decreto ministeriale n.179 del 1999.
Alfonso GIANNI (RC) dichiara voto favorevole su tale emendamento.
Cesare CAMPA (FI) sottolinea che l’emendamento in esame introdurrebbe un appesantimento delle procedure, pur comprendendone lo spirito. Ribadisce che la filosofia del provvedimento è di eliminare i «lacci e lacciuoli» che hanno ingessato il mercato del lavoro, al fine di agevolare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Delbono 2.38 e Cordoni 2.41, gli identici emendamenti Delbono 2.42 e 2.43 e l’emendamento Nigra 2.44.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che si intendono respinti i restanti emendamenti riferiti all’articolo 2.
Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.