Raffaella Vitulano
La Commissione europea ha accolto con soddisfazione gli esiti del gruppo ad alto livello sulle relazioni industriali, presieduto da Maria João Rodrigues, contenuti nella relazione sul futuro delle relazioni industriali. La relazione sollecita una nuova agenda che sviluppi le relazioni industriali a tutti i livelli (europeo, nazionale, regionale o aziendale), incentrandole su priorità specifiche: competitività, innovazione e coesione sociale; congruità delle retribuzioni, inclusione sociale e protezione sociale; formazione e apprendimento permanente; condizioni di lavoro; nuove forme di occupazione; gestione dell’orario lavorativo; gestione e conciliazione di vita professionale e vita privata.
Il calendario dei lavori ha consentito al gruppo ad alto livello di tenere conto delle conclusioni del Consiglio europeo di Laeken del 15 dicembre 2001, nonché del contributo che le parti sociali hanno apportato congiuntamente, il 13 dicembre 2001, al vertice di Laeken. Il gruppo ha inoltre formulato raccomandazioni nell’intento di fornire elementi utili per le conclusioni del Consiglio europeo di Barcellona del 14 e 15 marzo prossimi.
Contenuto della relazione
Il gruppo ad alto livello è giunto a formulare una serie di raccomandazioni che risultano al contempo equilibrate e dinamiche. Esse non mancheranno di accendere un dibattito tra gli attori principali delle relazioni industriali, in particolare le parti sociali, il cui ruolo sarà mutato dalle grandi sfide che le società europee si trovano a fronteggiare.
Tra tali sfide vi sono la globalizzazione, l’allargamento dell’Unione, l’unione economica e monetaria, i cambiamenti tecnologici e la transizione verso un’economia basata sulla conoscenza. La relazione indica chiaramente che gli attori delle relazioni industriali dovranno affrontare queste sfide.
Sulla base di quest’analisi, la relazione individua una serie di raccomandazioni rivolte ai responsabili politici europei e in particolare alle parti sociali. Di seguito citiamo le più importanti:
il gruppo propone alle parti sociali di costruire il loro processo di metodo aperto di coordinamento, che si applichi e si adatti alle specificità delle relazioni industriali;
il gruppo invita ad elaborare indicatori adeguati per misurare i progressi realizzati nell’ambito della qualità delle relazioni industriali. Le parti sociali dovranno essere coinvolte in questo processo e parteciparvi attivamente;
il gruppo ritiene che il dialogo sociale europeo debba essere impiegato quale strumento per promuovere il buon esito dell’allargamento e come mezzo per affrontare le nuove sfide che sorgeranno negli anni successivi all’allargamento.
È utile ricordare che il gruppo ha organizzato vari incontri con le parti sociali, esperti, responsabili politici e altri attori della società civile, al fine di conoscere i loro pareri e di tenerne conto al momento della stesura della relazione.
Seguito dato alla relazione
La relazione concorre in modo concreto e positivo rilanciare il dialogo sociale a livello europeo. Uno dei punti centrali è la necessità di potenziare l’interazione tra il livello europeo e nazionale delle relazioni industriali. La Commissione ha pertanto deciso di sostenere e incoraggiare il presidente del gruppo e i suoi membri ad organizzare seminari specifici nei vari Stati membri, intesi a promuovere e discutere le valutazioni e le conclusioni principali della relazione sul futuro delle relazioni industriali.
Come aveva annunciato nella sua agenda per la politica sociale, la Commissione ha istituito questo gruppo di alto livello assegnandogli il mandato di ammodernare le relazioni sociali e potenziare il contributo effettivo delle parti sociali al processo di gestione del cambiamento. Il mandato sottolinea inoltre la necessità di esaminare la nozione di qualità nelle relazioni industriali, nonché l’esigenza di tenere conto delle ripercussioni dell’allargamento nelle relazioni industriali; invita inoltre il gruppo a dedicare un’attenzione particolare alla buona governance.
Antecedenti
In marzo 2000, i capi di Stato e di governo europei, riuniti a Lisbona, si sono impegnati a operare a favore di un nuovo obiettivo strategico per il prossimo decennio: “diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”.
La realizzazione di questo obiettivo strategico richiede una sinergia positiva e dinamica delle politiche economiche, occupazionali e sociali ed esige il conseguimento di un accordo politico che mobiliti tutti i soggetti chiave a operare di concerto per raggiungere il nuovo obiettivo strategico.
Il 28 giugno 2000, la Commissione ha presentato la sua comunicazione relativa all’agenda per la politica sociale. L’agenda costituisce la risposta strategica della Commissione per ammodernare il modello sociale europeo e tradurre gli impegni politici assunti a Lisbona in azioni concrete.
Sulla base della comunicazione della Commissione, il vertice di Nizza ha adottato l’agenda sociale europea in dicembre 2001. L’agenda sociale definisce, per i prossimi cinque anni, le azioni e le priorità specifiche da realizzare a livello comunitario per rafforzare il modello sociale europeo. Quest’agenda rappresenta un grande passo avanti sulla via dell’ammodernamento del modello sociale europeo, caratterizzato dal legame indissolubile che unisce i risultati economici e il progresso sociale.
L’agenda sociale adottata in sede del vertice di Nizza sottolinea l’importanza delle relazioni industriali per il conseguimento dell’obiettivo strategico di Lisbona. Le parti sociali sono invitate a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di gestione del cambiamento e di adattamento a un nuovo ambiente lavorativo.
Pur tuttavia, il processo di gestione del cambiamento su scala comunitaria deve necessariamente essere condotto in modo da migliorare la qualità delle relazioni industriali in un contesto socioeconomico in piena trasformazione.
La qualità delle relazioni industriali costituisce pertanto un elemento indispensabile al conseguimento degli obiettivi dell’agenda sociale.
Per potenziare questo processo, la Commissione ha già annunciato nella sua comunicazione relativa all’agenda per la politica sociale l’istituzione di un gruppo ad alto livello che dovrebbe riflettere sul futuro delle relazioni industriali, al fine di migliorarne la qualità.
Il gruppo ad alto livello era composto da:
Maria João Rodrigues (Presidente): consigliere speciale del primo ministro portoghese, responsabile del coordinamento degli affari economici e sociali. Durante la presidenza portoghese è stata coordinatrice della linea d’azione “Occupazione, riforme economiche e coesione sociale – verso un’Europa basata sull’innovazione e la conoscenza” della presidenza e del Consiglio europeo di Lisbona (2000). Ha inoltre preso parte al gruppo ad alto livello sulle implicazioni economiche e sociali del cambiamento industriale nel 1998 (gruppo Gyllenhammar).
Marco Biagi
Giurista italiano, attivo nel settore delle relazioni industriali e professore all’Università di Bologna, è stato a più riprese consigliere speciale in materia di occupazione e relazioni industriali per il governo italiano, l’OIL e la Commissione europea. Svolge attualmente attività di consulenza per l’OIL in materia di diritto del lavoro nei paesi dell’Europa centrale e orientale.
Jean Gandois
Presiede il consiglio di vigilanza dell’impresa francese Suez Lyonnaise des Eaux. Dal 1987 al 1999, è stato presidente del CNPF (Consiglio nazionale dei datori di lavoro francesi). È membro del consiglio d’amministrazione delle seguenti imprese: Danone, Eurafrance, Société Générale de Belgique (Belgio), Air Liquide España e Air Liquide Italia. Fa inoltre parte del consiglio di vigilanza di Vallourec, Akzo Nobel (Paesi Bassi), Rodamco Continental Europe (Paesi Bassi) e Siemens (Germania).
Renate Hornung-Draus
Direttore degli affari europei e internazionali della BDA (Confederazione dei datori di lavoro tedeschi), è membro del comitato per il dialogo sociale, vicepresidente del comitato per gli affari sociali dell’UNICE e membro del Comitato economico e sociale (vicepresidente del gruppo dei datori di lavoro).
Maria Lado
Ricercatrice e sociologa ungherese, dirige per il ministero ungherese dell’Economia il gruppo di lavoro interministeriale per la politica sociale (responsabile delle questioni legate all’adesione dell’Ungheria nell’ambito della politica sociale). È attualmente consigliere principale dell’Ufficio del lavoro di Budapest.
Patricia O’Donovan
Sindacalista irlandese, è stata segretario generale aggiunto dell’ICTU (Irish Congress of Trade Unions) dal 1987 al 1997 e vicesegretario generale dal 1997 al 2000. A partire da gennaio 2001 dirige il programma Infocus dell’OIL sul potenziamento del dialogo sociale.
Inger Ohlsson
Di nazionalità svedese, dal 1999 è direttore generale dell’istituto nazionale svedese per la vita professionale. Dal 1994 al 1999, ha presieduto la Confederazione svedese degli impiegati del settore pubblico e privato (TCO). È stata inoltre membro del consiglio della CES (Confederazione europea dei sindacati) e del suo comitato di direzione (1994-1999).
Dimitri Paraskevas
Giurista greco esercitante la professione, attivo particolarmente nel settore delle fusioni, acquisizioni e privatizzazioni, è stato consigliere del ministro greco dell’Industria, dell’energia e della tecnologia (1993), nonché segretario responsabile delle privatizzazioni per il ministero dello Sviluppo (1993 – luglio 1999).
Jelle Visser
Professore di sociologia empirica, detiene la cattedra di sociologia e organizzazione del lavoro all’Università di Amsterdam. Occupa inoltre il posto di direttore scientifico dell’Istituto di studi avanzati sul lavoro di Amsterdam (AIAS), un centro d’eccellenza interdisciplinare che riunisce economisti, sociologi e giuristi. È altresì associato all’istituto Max Planck per lo studio delle società di Colonia (Germania) e ha collaborato come consulente per l’OCSE e l’OIL.
José María Zufiaur
Sindacalista spagnolo (UGT), dal 1986 è membro del Comitato economico e sociale. Attualmente è direttore tecnico del dipartimento per le relazioni sociali internazionali presso l’Istituto degli affari internazionali dell’Universidad Complutense di Madrid. Dirige la Labour Consulting, società di consulenza specializzata nelle relazioni industriali e nel diritto del lavoro.























