La Commissione europea ha lanciato un appello ai governi affinché migliorino le condizioni della partecipazione finanziaria dei lavoratori alle imprese attraverso forme di partecipazione azionaria, diritti d’opzione o partecipazione agli utili. È la prima volta che la Commissione propone di selezionare e rendere pubbliche le migliori prassi esistenti in questo settore, ben sviluppato in alcuni Stati membri e scarsamente in altri. L’obiettivo dell’iniziativa è facilitare alle imprese l’offerta di sistemi di partecipazione finanziaria, che garantiscano un maggiore coinvolgimento dei dipendenti nelle attività dell’impresa, permettendo ai lavoratori di trarre beneficio dall’incremento di produttività che ne risulta. La comunicazione della Commissione stabilisce i principi generali alla base dei sistemi nazionali, tenendo conto anche dei rischi messi in luce da eventi recenti come il fallimento della società Enron e propone l’istituzione di un gruppo di esperti ad alto livello incaricato di individuare gli ostacoli che si oppongono a sistemi partecipazione finanziaria di livello europeo e di formulare raccomandazioni. La Commissione intende contribuire allo sviluppo della partecipazione finanziaria nell’UE definendo i criteri dell’azione degli Stati membri in questo campo.
La sig.ra Anna Diamantopoulou, Commissario per l’occupazione e gli affari sociali, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di un nuovo modello di impresa. I sistemi di partecipazione finanziaria dei dipendenti – azioni, diritti d’opzione e partecipazione agli utili – possono contribuirvi. La partecipazione finanziaria non dovrebbe essere limitata ai consigli d’amministrazione, ma dovrebbe essere una possibilità offerta a tutti i lavoratori. Se le regole del gioco sono chiare e trasparenti, può essere positivo sia per l’impresa che per i lavoratori stimolare l’impegno dei dipendenti ed aumentare la produttività attribuendo ai lavoratori una quota degli utili.”
L’approccio trilaterale
La comunicazione della Commissione tratta tre aspetti della partecipazione finanziaria:
– identifica i principi generali su cui si basano le politiche nazionali ed affronta i rischi potenziali dei sistemi di partecipazione finanziaria. I recenti eventi legati al fallimento di alcune imprese, come nel caso di ENRON, che aveva messo in atto un sistema azionario, hanno dimostrato la necessità di analizzare i rischi. È il caso in particolare dei sistemi che fanno parte di piani pensionistici, in cui devono essere applicati i principi fondamentali sulla diversificazione dei rischi e sulla trasparenza.
– propone l’istituzione di un gruppo di esperti ad alto livello per esaminare gli ostacoli transnazionali che attualmente si frappongono all’introduzione di sistemi di partecipazione finanziaria a livello europeo per le imprese con varie sedi in Europa. Questi ostacoli sono legati alle differenze fra i regimi fiscali e previdenziali e fra le pratiche amministrative e alle diversità culturali. Il gruppo presenterà raccomandazioni.
– propone una serie di iniziative miranti a favorire la reciproca comprensione delle politiche e dei sistemi nazionali. In tutti gli Stati membri saranno organizzate conferenze nazionali e la Commissione darà il suo appoggio alla creazione di reti di organizzazioni nazionali.
Contesto
Con il termine “partecipazione finanziaria” si designano i sistemi che associano i dipendenti di un’impresa ai suoi utili e/o risultati, in modo diretto tramite la partecipazione agli utili o in modo indiretto tramite la proprietà di azioni.
Questi sistemi si collocano nell’ambito della politica sociale, perché permettono ai lavoratori di partecipare alla gestione concreta dell’impresa, ma hanno rilevanza anche in rapporto ad altre iniziative dell’UE, come quella della Commissione mirante a promuovere lo sviluppo di mercati dei capitali di rischio realmente paneuropei. In questo contesto i sistemi di partecipazione finanziaria possono contribuire notevolmente a stimolare la crescita di nuove imprese dinamiche, permettendo ai dipendenti di partecipare al capitale di nuove imprese o ad attività imprenditoriali innovative.
In seguito alle sue iniziative precedenti in questo settore, la Commissione ha preannunciato nell’Agenda di politica sociale del giugno 2000 la preparazione di una comunicazione sulla promozione dei sistemi di partecipazione finanziaria e di un piano d’azione. Nel 1991 la Commissione ha presentato una relazione sulla “Promozione della partecipazione dei dipendenti agli utili e ai risultati dell’impresa” nota come relazione Pepper I (in cui PEPPER sta per “Promotion of Employee Participation in Profits and Entreprise Results”). Nel 1992 il Consiglio ha adottato una raccomandazione che invita gli Stati membri a riconoscere i vantaggi potenziali dell’uso di questi sistemi per le imprese, i dipendenti e la società in generale.
Nel 1997 la relazione Pepper II ha preso in esame i provvedimenti adottati dagli Stati membri per promuovere la partecipazione finanziaria. La relazione giungeva alla conclusione che nessun cambiamento sostanziale era intervenuto nell’atteggiamento generale degli Stati membri nei confronti di questi sistemi, che in metà di essi non avevano ricevuto, se non in minima misura, alcun sostegno pubblico. Successivamente il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita gli Stati membri, le parti sociali e in particolare la Commissione a promuovere lo scambio di informazioni e delle migliori prassi tra i paesi e a studiare l’impatto dei sistemi di partecipazione finanziaria sull’occupazione e sulla flessibilità delle retribuzioni.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu























