L’Italia è classificata al penultimo posto dal ‘Rapporto Lisbona’ sulla competitività dei paesi dell’Unione europea, preparato per il vertice del World Economic Forum che si è concluso ieri a Salisburgo, in Austria.
Secondo questo studio, il paese più competitivo nell’Unione europea è la Finlandia, seguita da Olanda, Danimarca, Gran Bretagna, Svezia, Germania, Austria, Belgio, Francia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia e Grecia. Nello studio manca il Lussemburgo.
Il rapporto è stato istituito dopo il vertice di Lisbona del marzo 2000, per fornire una valutazione della competitività dei singoli paesi aderenti all’Ue anche in confronto agli Stati Uniti, alla luce dell’obiettivo di far diventare l’Unione europea entro l’anno 2010 la parte del mondo economicamente più aperta. La classifica si basa su otto voci per ‘testarè la competitività dei singoli paesi: possibilità per tutti di accesso all’informazione, ricerca e sviluppo, liberalizzazione (divisa in realizzazione del mercato unico e aiuto di stato), comunicazioni tra le industrie (telecomunicazioni e trasporti), efficienza del servizio finanziario, possibilità imprenditoriali (condizioni di avvio e ostacoli burocratici), inclusione sociale (educazione permanente e modernizzazione della protezione sociale) e, da ultimo, sviluppo sostenibile diviso in ambiente e cambiamenti climatici.
Nella classifica parziale, stilata per ogni singola voce, l’Italia occupa quasi sempre uno degli ultimi quattro posti. Il nostro paese occupo l’ultima posizione nell’ambito della voce ‘ostacoli burocratici’.
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