Non si ferma la protesta degli operai Fincantieri. Gli operai di Sestri hanno occupato l’atrio dell’aeroporto di Genova. I lavoratori da giorni protestano contro il piano di riorganizzazione del Gruppo. Oltre un centinaio di persone hanno esposto davanti ai banchi del check-in uno striscione con cui chiedono “certezza” per il loro futuro e minacciano di non andarsene fino a quando non sarà loro comunicata la data dell’incontro con il governo che chiedono da giorni.
Le operazioni di imbarco, all’aeroporto di Genova occupato dagli operai Fincantieri, sono al momento regolari e non si registrano disservizi. “Per evitare tensioni – spiega all’ANSA il direttore generale dello scalo, Paolo Sirigu – in accordo con le forze dell’ordine e l’Enac abbiamo previsto dei percorsi alternativi per i passeggeri che devono effettuare il check-in”. “La manifestazione si sta svolgendo in modo assolutamente civile – sottolinea – e al momento, grazie anche ai ridotti volumi di traffico di questo periodo di vacanza, non si registrano particolari disagi”.
Protestano anche i lavoratori del cantiere navale di Palermo e dell’indotto, che anche oggi scioperano contro il piano di Fincantieri, che prevede nel cantiere cittadino 140 esuberi in due anni. La tensione è alta davanti ai cancelli dello stabilimento, dove le tute blu durante l’assemblea hanno deciso di presidiarne l’ingresso per tutta la giornata e di continuare ad oltranza fino a mercoledì prossimo, data in cui è stata fissata dall’assessore regionale alle attività produttive, Marco Venturi, d’intesa con il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, una riunione con sindacati e azienda.
“La lotta continua fino a quando non avremo risposte”, dice Francesco Piastra della segreteria provinciale della Fiom.
Intanto, ieri 130 dipendenti del gruppo hanno ricevuto le lettere in cui l’azienda comunicava l’accensione della cassa integrazione straordinaria a partire dal 2 gennaio fino al 31 dicembre 2013, secondo i criteri dell’accordo, sottoscritto a Roma il 21 dicembre scorso dalle segreterie nazionali di Uilm e Fim, ma senza la Fiom, che i lavoratori e i rappresentanti sindacali a livello locale contestano all’unisono da giorni. (LF)























