Il Centro Studi di Confindustria stima in marzo una variazione nulla della produzione industriale su febbraio, quando si è avuto un calo dello 0,7% su gennaio, secondo i dati Istat diffusi oggi.
Si attestano al 5,4% il recupero dai minimi della recessione (marzo 2009) e al -22,1% la distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008). Nel primo trimestre 2012 l’attività è ancora in calo: -2,3% congiunturale, dopo il -2,4% nel quarto 2011 e il -1,0% nel terzo (questi ultimi due trimestri
sono stati rivisti al ribasso dall’Istat). Le prospettive sono incerte. Il secondo trimestre 2012 acquisisce dal primo una variazione di -0,2% sul precedente. Le attese degli imprenditori sulla
produzione a tre mesi sono migliorate di poco in marzo (indagine Istat) ma le valutazioni dei direttori d’acquisto sugli ordini ricevuti dalle imprese manifatturiere segnalano marcati arretramenti: il relativo indice del Pmi manifatturiero per l’Italia si è collocato a 45,7 da 46,4 di febbraio. Tale calo è stato spiegato con una significativa debolezza della domanda interna. Gli
ordini esteri, dopo sette mesi di contrazione, sono invece tornati in territorio espansivo (51,4 da 49,6), grazie maggiormente alle commesse provenienti da Stati Uniti e paesi emergenti, specie nei settori dei beni di consumo e di investimento. (LF)
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