Deutsche Post, il colosso postale tedesco, potrebbe tagliare 10.000 posti. La decisione scaturirebbe da una richiesta dell’Authority delle tlc che preme per una riduzione del prezzo dei servizi postali, intorno al 7,2%, a partire dal prossimo anno. L’adeguamento alla direttiva significherebbe per Deutsche Post un taglio dei profitti di 1,5 miliardi di euro fino al 2007.
La notizia ha impattato negativamente sui corsi azionari: a Francoforte il titolo Deutsche Post perde l’8,89% a 12,3 euro dopo un minimo a 12,25.
Le tariffe postali tedesche sono tra le più elevate in Europa. Un francobollo per una lettera standard costa 56 centesimi di euro, circa un terzo in più che in Francia, Gran Bretagna e Belgio. In Italia la posta prioritaria costa 62 centesimi, quella ordinaria 41 centesimi.
L’Authority tedesca ha varato un piano di riduzione delle tariffe postali tra il 2003 e il 2007, che prevede anche ulteriori tagli ai costi per gli utenti se dopo il 2004 l’inflazione si attestasse sotto l’1,8%.
L’eventuale taglio di 10.000 posti da parte di Deutsche Post sarebbe un’ulteriore tegola per il mercato del lavoro tedesco, che secondo i dati di ieri ha registrato a giugno un aumento dei disoccupati di 39.000 unità (dato destagionalizzato), vale a dire il più alto livello degli ultimi 3 anni.
Deutsche Post, controllata al 70% dal governo tedesco, ha registrato nello scorso esercizio un utile netto di 1,6 miliardi di euro (+4,6%) su un fatturato di 33,4 miliardi di euro, distribuendo un dividendo di 37 centesimi per azione (+37%).
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