“Auspichiamo di sbagliarci, ma siamo molto perplessi sull’atteggiamento degli investitori cinesi che vogliono l’acquisto della De Tomaso”. Lo ha dichiarato a Radiocor Giuseppe Failli della Fismic in vista dell’incontro domani al ministero dello Sviluppo economico che dovrebbe alzare il velo sulla tracciabilità dei fondi per l’acquisto dell’80% del gruppo automobilistico da parte dei cinesi di Hotyork Investment Group. “Siamo arrivati al dunque. Qualora domani – gli fa eco Vittorio De Martino della Fiom – non ci fossero le garanzie il Ministero procederà con la cassa integrazione per crisi. La Fiom è interessata affinché invece ci sia un piano industriale che consenta di accedere alla cassa integrazione per ristrutturazione”.
L’acquisto da parte del gruppo cinese Hotyork Investment Group è stato ufficializzato il 29 febbraio scorso. Tuttavia, durante l’incontro, il ministero ha richiesto la mancante certificazione del passaggio dei capitali, dando come termine il 15 marzo. L’incontro è poi stato rinviato a domani. “Ci sono troppi rinvii che ci lasciano perplessi – prosegue Failli – sul futuro dei 1.100 lavoratori”. Occorre, sottolinea il sindacalista, che la certificazione dei 60 milioni necessari per comprare la De Tomaso sia realmente arrivata alla società creata ad hoc per l’acquisto, di cui è amministratore delegato un socio dello studio legale Lsc che rappresenta gli investitori cinesi. Il gruppo cinese, ricorda ancora Failli, ha anche promesso che, oltre ai soldi necessari per l’acquisto, avrebbe messo sul piatto 500 milioni di euro per il piano di investimento. (LF)























