Consenso informato preventivo, in forma scritta, dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, acquisito previa messa a disposizione, per opportuna visione, del materiale didattico che si intende utilizzare per le attività medesime. È quanto prevede, per la partecipazione alle attività scolastiche extracurricolari che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità, il disegno di iniziativa governativa approvato oggi dall’Aula della Camera, il cosiddetto ddl Valditara.
Il provvedimento impone che il consenso informato preventivo debba essere richiesto entro il settimo giorno antecedente alla data prevista per lo svolgimento delle attività. La richiesta di consenso deve inoltre esplicitare le finalità, gli obiettivi educativi e formativi, i contenuti, gli argomenti, i temi e le modalità di svolgimento delle attività di cui al primo periodo, oltre che l’eventuale presenza di esperti esterni o di rappresentanti di enti o di associazioni a vario titolo coinvolti, che deve comunque essere sottoposta all’approvazione del Consiglio d’Istituto.
Il testo prevede anche che, in caso di mancata adesione alle attività, l’istituzione scolastica garantisca, mediante i propri strumenti di flessibilità e di autonomia didattica e organizzativa, la fruizione di attività formative alternative, comunque comprese nel Piano triennale dell’offerta formativa. Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono infine escluse, in ogni caso, le attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità.
Per la Flc-Cgil si tratta di un provvedimento “lesivo dell’autonomia scolastica e del diritto universale alla formazione. Il ministro Valditara – continua il sindacato in una nota- mentre sbandiera il principio della libertà di scelta educativa, continua in realtà a diffondere sfiducia e gettare discredito sulla scuola. Circoscrivere l’esclusivo perimetro familiare sui temi in ambito di sessualità è la prova di una visione reazionaria che conferma l’arretratezza della compagine di governo”. Per il sindacato “non si spiega diversamente questa ennesima ingerenza in materia di autonomia scolastica e libertà di insegnamento, che nega, di fatto, che la formazione è un diritto universale e uno straordinario strumento di prevenzione degli stereotipi, delle discriminazioni, di tutte le forme di violenza di genere”.
“Anziché chiedere ‘evidenze scientifiche di correlazione’ tra educazione e prevenzione dei femminicidi o tirare in ballo il codice genetico del maschio predatore come legge di natura, il governo Meloni dovrebbe impegnarsi per promuovere strumenti culturali e restituire alla scuola gli strumenti per esercitare il ruolo che le compete: formare cittadine e cittadini consapevoli e culturalmente attrezzati per la costruzione di un mondo migliore”, conclude la nota.
In piazza Montecitorio i deputati di Pd con la segretaria dem Elly Schlein, i parlamentari di M5S, Avs, +Europa e Azione, hanno alzato cartelli per protestare contro il via libera della Camera al ddl. Assente Italia Viva, che comunque ha votato contro il provvedimento. Per le forze di opposizione, il voto della destra è “molto grave” perché è “il contrario di quello che servirebbe in questo paese per contrastare la violenza di genere” e perché la “cultura dello stupro è già nelle scuole. È stato compiuto un passo indietro clamoroso”, ha sottolineato Schlein, che aggiunge: il ddl Valditara “impedisce l’educazione sessuale-affettiva nelle scuole primarie e nella sostanza la impedisce anche nelle scuole secondarie” cui non vengono date risorse né spazi con un “risultato evidente”: la scuola che dovrà farsi “carico di preparare attività separate per quelle famiglie che non danno il consenso ci penserà due volte prima di proporre l’attività di educazione sessuo-affettiva”.

























