Emergenza esuberi in Sicilia nel settore della telefonia. E’ quello che in queste ore stanno sollevando i sindacati in Sicilia dove sono presenti 10 mila addetti ai call center solo a Palermo e 20 mila in tutta la Sicilia. Nel passaggio dei lavoratori da un azienda all’altra decadranno i contratti di solidarietà per cui migliaia di lavoratori rischiano il posto di lavoro. Questa mattina, Rosalba Vella della Slc Cgil, ha incontrato il prefetto del capoluogo siciliano al termine del sit-in organizzato in via Cavour, per sostenere l’emendamento in corso di approvazione al Parlamento che introduce la clausola sociale nei cambi di appalto.
“Considerato l’enorme bacino di lavoratori di call center che gravitano su Palermo e sulla Sicilia – dichiara la segretaria di Slc Cgil, Roslaba Vella – è necessario costruire una politica industriale per il settore dei servizi, che rappresenta il futuro dell’occupazione in Sicilia, Isola che è ai primissimi posti in quanto a qualità e professionalizzazione dei suoi lavoratori. E’ un settore che può avere sviluppi occupazionali straordinari. E ci rammarichiamo che tranne il Comune di Palermo, la Regione sia stata assente. Siamo preoccupati per i cambi d’appalto e per la politica del massimo ribasso. Questo settore si sviluppa solo se c’è grande attenzione da parte della politica e investimenti seri da parte delle aziende”.
“La tegola dei cambi d’appalto, se non passa l’emendamento – conclude la Vella – può avere effetti a domino e creare un disastro in tutto il territorio. Già ad Almaviva, a dicembre, con le commesse in scadenza di Enel e Tim, gli esuberi possibili sono mille”.
























