“Nel disprezzo delle leggi, il capo del governo italiano fa l’elogio dell’aiutati che Dio t’aiuta. D’altronde sa di cosa parla, lui che ha saputo elevarsi al disopra della mischia e convincere i suoi concittadini a seguire il suo esempio votando per lui”. Così, in prima, Le Monde commenta l’invito “a lavorare al nero” rivolto dal premier Silvio Berlusconi ai cassa- integrati della Fiat.
Il quotidiano riferisce delle proteste sollevate dalla dichiarazione di Berlusconi (Pezzotta), dei tentativi di sdrammatizzare (Bruno Tabacci), dell’ira di Bonaiuti contro chi attaccava il premier, e conclude scrivendo che “alle porte di Fiat l’invito è inteso come uno schiaffo alla dignità, un’ingiuria contro l’infelicità. Ma altrove, la cultura dell’illegalità, così incoraggiata, ha senza dubbio un bel futuro davanti a sè”.
Per Liberation, il presidente del consiglio ha «legittimato pubblicamente l’economia parallela». Il quotidiano riferisce “del tentativo di Paolo Bonaiuti di correggere” le dichiarazioni del premier, e si domanda se Berlusconi “abbia veramente sbarellato, come quando dopo l’11 settembre aveva evocato la superiorità della civiltà occidentale”. Il corrispondente da Roma del giornale riporta dichiarazioni favorevoli su quest’ultimo episodio, tra cui quelle di Vittorio Feltri che su Libero scrive “Viva Berlusconi che fa l’elogio del lavoro a nero…che è la vera ricchezza del paese…dimostrando di essere cosciente dell’anomalia italiana e di accettarla”.
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