La Commissione europea aprirà mercoledì prossimo una procedura di infrazione contro l’Italia per “discriminazione” nel regime di sgravi fiscali relativi ai contributi versati per fondi pensioni integrativi. Lo hanno riferito oggi fonti comunitarie bene informate, precisando che misure analoghe saranno prese nei confronti di altri cinque paesi membri: Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Danimarca.
I capi di gabinetto dell’esecutivo Ue hanno classificato il dossier come “punto A” nell’ordine del giorno della prossima riunione dell’esecutivo comunitario, ovvero come questione su cui non sono necessarie ulteriori discussioni. I venti commissari potranno così formalizzare l’apertura della procedura di infrazione nella riunione settimanale prevista per mercoledì prossimo.
Nel mirino di Bruxelles è il regime attualmente in vigore nei sei paesi membri relativamente agli sgravi fiscali concessi ai cittadini che pagano contributi per fondi pensione integrativi. Sotto la lente della Commissione Ue le agevolazioni garantite per i versamenti in fondi pensione nazionali ma non in quelli di altri paesi europei. Una “discriminazione”, hanno spiegato le fonti, che se verificata costituirebbe una palese violazione delle norme sulla libera circolazione dei capitali e dei servizi all’interno del mercato unico europeo.
L’Italia – insieme a Belgio, Francia, Spagna e Portogallo – riceverà una “lettera di messa in mora”, primo passo nella lunga procedura di infrazione prevista dai trattati Ue. I governi coinvolti avranno ora alcune settimane – generalmente due mesi – di tempo per fornire le informazioni richieste da Bruxelles. La Danimarca invece sarà destinataria di un “parere motivato”, seconda fase della stessa procedura.
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