Questa mattina, come promesso e dopo le dure polemiche dei giorni scorsi, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero è andata a spiegare la riforma del mercato del lavoro ai lavoratori dello stabilimento dell’Alenia. Presenti all’incontro gli iscritti della Fiom e della Uilm. Davanti all’ingresso di Caselle Sud, c’era invece il presidio di Fim, Fismic, Ugl e Quadri contrari alla venuta del ministro perché invitata solamente dalla Fiom Cgil. La stessa segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha preso le distanze dall’avvenimento. I lavoratori hanno appeso ai cancelli due cartelli: “Fornero la riforma non va spiegata, va cambiata”, “Ci faccia la cortesia, prenda ripetizioni sul lavoro”. Un operaio ha il cappio al collo.
Il ministro del Lavoro ha esordito dicendo che “è vitale che questo governo non resti chiuso nei palazzi romani e spieghi i suoi provvedimenti. Noi non abbiamo avuto degli elettori. Considero questo un periodo transitorio del mio percorso professionale, non aspettatevi da me un comizio”
Durante l’intervento si verificano diverse interruzioni dalla platea dei lavoratori: c’è chi grida “Cambiare l’articolo 18 non serve”, altri protestano per il problema degli esodati che in Alenia sono circa 1500 su 11 mila dipendenti. Deve intervenire dal palco il segretario nazionale Giorgio Airaudo per riportare la calma: “Avrete modo nei vostri interventi di spiegare il vostro punto di vista”.
Il delegato Fiom ha ricordato alla Fornero i nodi principali, compreso quello degli esodati, e gli accordi raggiunti in Alenia che prevedono uscite di lavoratori in cambio della conferma di precari.
I lavoratori dell’Alenia negli interventi hanno riconosciuto il coraggio e l’onestà del ministro che ha accettato di partecipare all’assemblea. Qualche operaio ha ricordato che è la prima volta che un ministro in un momento così delicato accetta di venire in una fabbrica.
Alla conclusione dell’incontro Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom ha detto che “il ministro Fornero non ha convinto i lavoratori, lo ha ammesso anche lei. È stata comunque un’assemblea vera, in cui Fornero è stata spesso interrotta ha fatto dialogo e battibecchi con i lavoratori. L’applauso finale è di cortesia”. “Noi pensiamo – ha aggiunto Airaudo – che di debba andare allo sciopero genarale, bloccando il paese. C’è uno squilibrio enorme tra le cose proposte e imposte ai lavoratori e una equità che non è mai iniziata”.
Soddisfatta anche la Uilm. “La scelta del ministro non è stata affatto arrogante. È venuta a spiegare quello che i lavoratori hanno chiesto e ha esposto le scelte del governo in modo pacato. La raccolta delle firme dei lavoratori promossa dalla Fiom ha permesso di avere finalmente un ministro in una fabbrica”. Lo ha affermato Maurizio Peverati, segretario generale della Uilm piemontese, uscendo dallo stabilimento dell’Alenia.
Peverati, che è intervenuto all’assemblea in cui la Uilm e la Fiom erano le uniche organizzazioni sindacali presenti, ha sottolineato il clima positivo dell’assemblea, “fin troppo normale rispetto ad una situazione molto complicata. I lavoratori hanno sottolineato con applausi il coraggio del ministro che è venuta in una fabbrica ad illustrare la riforma”. “È sta un’assemblea importante – ha concluso – l’avremmo dovuta magari allargare anche ai lavoratori delle aziende in crisi e di quelle più piccole che spesso non riescono a far sentire la loro voce”.
Diversa l’opinione di Fim, Fismic, Ugl e Quadri.
Secondo il segretario generale della Fim Cisl di Torino, Claudio Chiarle, che ha parlato davanti ai cancelli dell’Alenia, “quella del ministro Fornero è una scelta di divisione, non è un gesto di coraggio. Non siamo sul fronte del Carso, un ministro deve dialogare con tutti”. “Il ministro dovrebbe essere a Roma per discutere degli esodati”, ha aggiunto.
La Fim ha deciso di non partecipare all’assemblea in fabbrica perché sostiene che l’invito a Fornero è stato fatto dalla Fiom e ha organizzato un presidio di lavoratori di aziende in crisi davanti a uno degli ingressi della fabbrica.Infine, anche il segretario provinciale dell’Ugl Torino, Luca Pantanella, ha definito la visita “inopportuna”. “Spiegare la riforma – ha aggiunto – è un compito che spetta alle organizzazioni sindacali che ogni giorno sono al fianco dei lavoratori, ascoltando ciò di cui hanno bisogno e lottando per tutelare i loro diritti. Più che spiegarla, questa riforma del Lavoro va cambiata perché ingiusta e penalizzante”. (LF)
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