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Home - La biblioteca del diario - Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni. Edizioni PaperFirst

Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni. Edizioni PaperFirst

di Nunzia Penelope
14 Febbraio 2025
in La biblioteca del diario
Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni. Edizioni PaperFirst

È stato presentato come un libro di gossip, ma è una definizione quanto meno riduttiva. ‘’Fratelli di chat’’, di Giacomo Salvini, è piuttosto uno spaccato reale del quotidiano di quello che oggi è il primo partito d’Italia, il maggiore azionista della coalizione di governo, quello che esprime il premier. Uno spaccato che emerge dalle chat, appunto, dei fratelli d’Italia, di cui il giornalista del Fatto quotidiano è entrato in possesso grazie a una fonte interna, che gli ha girato l’integrale di quanto è stato scritto, nel corso di diversi anni, più meno dal 2018 al novembre 2024, sui gruppi Whatsapp del partito di Giorgia Meloni.

Le anticipazioni date ai quotidiani per il lancio del libro si sono concentrate sulle battute di più immediato impatto, a partire dalla ormai famosa definizione di ‘’bimbominkia’’ affibbiata dai Fratelli al collega e compagno di coalizione Matteo Salvini (è solo casuale che abbia lo stesso cognome dell’autore). Ma non è certamente questa la parte interessante, anzi. Al massimo, è una curiosità, una nota di colore. Non che non sia importante sapere la reale considerazione nei confronti dell’alleato, la costante rivalità tra la Lega e FdI, le molte occasioni in cui l’attuale ministro dei Trasporti viene criticato aspramente, o crudelmente preso in giro, per esempio per il vezzo di indossare divise delle varie forze di sicurezza o felpe pittoresche; ma non è (solo) questo che rende il libro un documento prezioso.

Quello di importante che le chat rivelano, si potrebbe dire senza veli, è la realtà dei rapporti interni proprio a Fratelli d’Italia, facendo emergere, abbastanza spietatamente, la differenza di spessore tra Giorgia Meloni e i suoi. Si dirà: cose che si sono spesso lette nei retroscena dei quotidiani. Certo. Ma è diverso averne conferma dalle parole dirette dei vari protagonisti.  Intanto, si scopre che l’attuale premier si trova costantemente costretta a dover impartire ordini piuttosto decisi per arginare i ‘’guai’’ che i suoi combinano, a dare indicazioni ferree di comportamento, sia nei confronti dei media che delle dinamiche parlamentari, spesso esprimendo il proprio sconforto nei confronti della propria ‘’classe dirigente’’, evidentemente al di sotto delle sue aspettative. Leggendo alcune delle conversazioni riportate, sembra di vederla mentre scuote la testa e si chiede ‘’ma cosa ho fatto di male per avere a che fare con costoro”. In alcuni casi le bacchettate sono feroci: “adesso me ne vado a dormire, che  mi è passato il buonumore”, chiude brusca una conversazione che l’ha irritata. O ancora: “ci hanno costretto, dite? Diciamo che ci siamo costretti da soli, tanto più che sono sempre io che metto la faccia nella merda”. I suoi tendono a parlare troppo, e a sproposito:‘’Non è il momento della visibilità personale -dice a un certo punto Meloni- invece leggo comunicati e dichiarazioni surreali’’. E a un parlamentare che insiste: ‘’se non ci arrivi, è un problema tuo. La vita non è solo apparire’’.

In molti casi le discussioni fanno emergere una lungimiranza politica di Meloni che manca totalmente al resto della comitiva. Per esempio, nel luglio 2019, in pieno caso ‘’Lega-Russia’’, la chat vorrebbe andare a testa bassa contro Salvini, o quanto meno mostrare ‘’meno indulgenza’’. Ma Meloni, pur ammettendo che la questione ‘’è spinosa”, avverte: ‘’menare adesso significa, a mio avviso, dire stop a qualunque ipotesi di alleanza. Si può anche decidere di menare, a patto che poi non diate per scontate alleanze future’’.  In un’altra occasione, e stavolta la ragione del contendere è la posizione da prendere sull’autonomia differenziata, cavallo di battaglia della Lega e invisa a FdI, rimprovera ai suoi un’uscita negativa sulla stampa, spiegando che in Veneto e in Lombardia c’è un sacco di gente che guarda a Fratelli d’Italia “e mi sono fatta il culo perché avvenisse”. Ma se a quella gente, sottolinea, “gli dici che l’autonomia non si può fare, allora non ci pensa più per niente a votarti. Perché dobbiamo farci male da soli?” E ancora: ‘’piaccia o no, su queste cose si perdono voti”. E siccome si può evitare, perché tanto il voto sull’autonomia non è ancora alle porte, meglio star zitti: ‘’io evito il tema da settimane”, e ‘’prego tutti di evitare il tema per le Europee, non diamoci le mazzate da soli’’.

Lungimiranza anche quando si tratta di decidere se partecipare o meno alla coalizione che costituirà il governo Draghi. Molti nel partito vorrebbero entrare, alcuni avvertono che anche dalla ‘’base’’ arrivano segnali in questo senso. Ma Meloni tiene duro e spiega, pazientemente: ‘’abbiamo un peso del 4%, non riusciremmo a fare nulla di significativo in nessun governo, saremmo comunque l’anello debole’’. Meglio restarne fuori: “abbiamo un’unica occasione di dimostrare il nostro valore. Una sola. Vorrei misurarmi quando ho gli strumenti per dimostrarlo, quel valore”. I fatti le daranno ragione: l’opposizione a Draghi, collaborativa il giusto, le consentirà di doppiare il rivale- alleato Salvini, che di quel governo aveva fatto parte, capitalizzando il consenso di FdI fino a vincere la partita di Palazzo Chigi.

Molte altre decisioni politiche importanti, se non praticamente tutte, sono prese da Meloni sulla base di un ragionamento freddo, un calcolo preciso, e assolutamente mai di ‘’pancia’’ né di cuore. Un esempio di freddezza e calcolo è evidente quando si tratta di decidere le mosse in un caso spinosissimo, l’attacco di Forza Nuova alla sede della Cgil. I Fratelli ritengono che sia addirittura una sorta di congiura per screditarli, sono arrabbiatissimi; ma poi, quando si tratta di partecipare alla manifestazione di solidarietà verso la Cgil, sorgono mille dubbi. Andare o non andare? “Ci ho pensato ma è molto rischioso. I nostri rischiano di percepirci come supini alla retorica della sinistra, si incazzerebbero moltissimo”, obietta Meloni. Qualcuno suggerisce: “mandiamo rappresentanti con cariche istituzionali”. Un altro ribatte: “si, cosi Giorgia è l’unica fascista…”. E lei: “esatto. Se decidiamo di andare devo andarci io”. Infine, non andrà nessuno. In diverse occasioni, peraltro, Meloni spiega i suoi che va benissimo cercare di allargare l’area di Fratelli verso il centro moderato, ma ‘’non possiamo perdere i voti a destra, ci servono anche quelli’’. E dunque, attenzione a non rompere mai coi vari Forza nuova o Casa Pound.

Tutto questo può sembrare un comportamento cinicamente strumentale, e forse lo e’. Ma, come si diceva in precedenza, scorrendo le pagine di Fratelli di chat non si può negare l’abilità meloniana nel cogliere quasi sempre gli obiettivi prefissati, restando raramente spiazzata, pronta anche a gestire vere e proprie giravolte di pensieri e parole che pochi riuscirebbero a mettere in atto uscendone indenni. E tuttavia, resta il dubbio che a tanta abilissima tattica non corrisponda una analoga capacita strategica, quella che consente di pianificare una linea politica solida, in grado di portarsi avanti nel tempo e nella gestione di una esperienza di governo davvero convincente, andando oltre la breve scadenza. Forse l’aver praticato la politica sempre all’interno di un mondo sostanzialmente chiuso come è Fratelli d’Italia non giova ad avere una visione di lungo orizzonte; o forse, semplicemente, è a causa del materiale umano con cui le tocca operare, e che talvolta la costringe a dire ai suoi massimi dirigenti frasi come questa: ‘’ao’, ma hai bevuto? sei davvero irriconoscibile. Passo e chiudo, perché sto veramente fuori dalla grazia di dio’’. Ma in ogni caso, come si diceva all’inizio, sarebbe un errore liquidare i Fratelli di chat come un collage di pettegolezzi rubati: è un manuale di politica applicata, che aiuta a capire meglio i nostri tempi, e anche a comprendere come un partito del 4% sia riuscito ad arrivare in cima. Cosi’ come in cima alla classifica dei più venduti svetta da giorni Fratelli di chat, malgrado l’autorità per la privacy abbia avviato una indagine per valutare se la privacy, appunto, sia stata violata.

Nunzia Penelope

Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni

Autore: Giacomo Salvini

Editore: PaperFirst

Data di pubblicazione: 7 febbraio 2025

Prezzo: 17, 00 euro

Pagine 336

ISBN- 13  9791255430803

Nunzia Penelope

Nunzia Penelope

Vicedirettrice de Il Diario del lavoro

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