“La Freedom Flotilla Italia, parte integrante della Coalizione Internazionale Freedom Flotilla, da molti anni è impegnata nell’organizzazione di missioni pacifiche e non violente con l’obiettivo di rompere l’embargo disumano e illegale imposto alla popolazione civile della Striscia di Gaza. In questo momento, Gaza vive una delle più gravi tragedie umanitarie della storia recente: un genocidio in corso e una condizione di carestia diffusa che colpisce milioni di persone innocenti, in particolare bambini, donne e anziani”. E’ quanto si legge in una richiesta di sostegno (economico e organizzativo) da parte della Freedom Flotilla Italia rivolta ieri ai leader di Cgil, Cisl e Uil e a diverse realtà impegnate nel sociale e per la pace, dall’Arci alle Acli, all’Anpi, da Emergency a Libera. Nella lettera, si sollecita un sostegno per le “nuove missioni” in preparazione che “richiedono un impegno economico e organizzativo considerevole”.
“Sostenere la Freedom Flotilla Italia significa assumere una posizione chiara a favore dei diritti umani, della pace e della giustizia internazionale. È un atto etico e morale che oggi non può più essere rimandato”, si legge nel testo in cui si precisa che, negli anni, sono state portate a termine 37 missioni, “sempre con lo stesso scopo: affermare il diritto alla libertà di movimento, alla giustizia e alla dignità per il popolo palestinese, offrendo al tempo stesso un segnale concreto e forte di solidarietà internazionale”.
“Le iniziative più recenti – le imbarcazioni ‘Madleen’ e ‘Handala’ – hanno rappresentato esempi tangibili di questo impegno, capaci di ispirare altre realtà internazionali a intraprendere percorsi analoghi. Queste esperienze dimostrano che la mobilitazione dal basso e l’azione collettiva possono rompere il silenzio e restituire voce a chi è oppresso”, ricordano.
Questa la lista dei sindacati e delle associazioni cui è stata inviata ieri la richiesta: Maurizio Landini, segretario generale CGIL; Daniela Fumarola, segretaria generale CISL; PierPaolo Bombardieri, segretario generale UIL. E poi: Rete Pace Disarmo; ACLI; ANPI; AOI; ARCI; Associazione per la Pace; AssopacePalestina; Centro Studi Sereno Regis di Torino; EMERGENCY; Fondazione Basso; Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace; GlAm Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia; Legambiente; Libera e Gruppo Abele; Sindaca di Marzabotto; Movimento Nonviolento; Nexus Solidarietà Internazionale Emilia Romagna ets; Sbilanciamoci!; UISP Aps; Un Ponte Per.


























