Con l’annuncio ufficiale di ieri agli azionisti ed ai mercati finanziari, l’Alcoa ha dichiarato la volontà di chiudere il sito produttivo di Portovesme. Per noi si tratta di una decisione improponibile.
“Improponibile chiudere Portovesme”. Lo dichiarano in una nota congiunta Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm e Guglielmo Gambardella coordinatore nazionale di settore per Alcoa. “La decisione della multinazionale dell’alluminio – si legge – secondo la nota diffusa dall’azienda, rientra in un piano di ristrutturazione globale, finalizzato ad aumentare la competitività dell’azienda, che prevede una riduzione di capacità produttiva di alluminio primario di 531.000 tonnellate, il -12 %, e che in Europa comporterebbe la chiusura di Portovesme e di altri due siti in Spagna, le cui fermate corrispondono in totale a 240.000 tonnellate (di cui il sito sardo ne rappresenta 150.000)”.
“Riteniamo – prosegue la notoa – dopo tutti gli impegni che il governo e i lavoratori si sono assunti per la risoluzione dei problemi dovuti all’alto costo dell’energia, sia oggi inaccettabile parlare di chiusura dello stabilimento sardo. Se il problema è solo legato ad una scarsa produttività che crea diseconomie siamo convinti che si possano trovare tutte le soluzioni per creare le giuste condizioni in grado di mettere lo stabilimento di Portovesme nelle condizioni di competere con gli altri siti del Gruppo attraverso un confronto serio e costruttivo.”
“Non possiamo – dicono i due sindacati – accettare che anche il governo possa far passare la logica in una situazione di difficoltà della chiusura come unica soluzione possibile da parte della Multinazionale americana: proprio da parte dell’esecutivo deve giungere una netta e ferma posizione di rifiuto della scelta sciagurata a tutela di tutto il sistema Paese”.
“In sede ministeriale – ricordano – con l’accordo del 17 maggio 2010 l’azienda aveva assicurato la continuità di funzionamento dei propri impianti produttivi in Italia attraverso un piano industriale che ha già previsto, fra l’altro, la sospensione temporanea della produzione di alluminio primario nello stabilimento di Fusina. In questo senso come sindacato abbiamo già dato molto nell’intesa sottoscritta. Pertanto, chiediamo che il governo intervenga nel far rispettare gli impegni assunti dall’Alcoa con l’accordo di maggio 2010, in sede Mise, perché i lavoratori hanno già compiuto la loro parte di sacrifici per il risanamento dell’azienda”. (LF)
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