Il presidente designato di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha presentato la sua squadra di presidenza ed il suo programma alla giunta. Che ha approvato con 102 voti a favore, 21 contrari e 22 astenuti. Nella precedente votazione il neo presidente aveva battuto Alberto Bombassei per 93 voti a 82.
Ecco la squadra. Sono 11 i vicepresidenti e 5 i responsabili di comitati tecnici. La poltrona delle Relazioni industriali va a Stefano Dolcetta, lo Sviluppo economico ad Aurelio Regina. Per la Ricerca e innovazione c’è Diana Bracco, per le Politiche regionali e la Semplificazione c’è Gaetano Maccaferri. Ad Antonella Mansi è andata l’Organizzazione, ad Aldo Bonomi le Reti di impresa, ad Ivan Lo Bello l’Education, a Fulvio Conti il Centro Studi e ad Alessandro Laterza il Mezzogiorno.
La commissione di Riforma di Confindustria sarà guidata da Carlo Pesenti e sarà “abbastanza contenuta” nel numero dei membri. Quanto ai comitati tecnici ad Andrea Bolla va quello per il Fisco, a Paolo Zegna l’Internazionalizzazione, a Salomone Gattegno la Sicurezza, a Edoardo Garrone l’Ambiente e a Lisa Ferrarini la tutela del Made in e la lotta alla contraffazione. Inoltre Giuseppe Recchi ricoprirà un incarico di delegato per gli investitori esteri, mentre ad Antonello Montante la delega per la Legalità.
Il 23 maggio, nell’assemblea privata, Squinzi sarà eletto definitivamente, e il giorno dopo, nell’assemblea pubblica, farà il suo primo discorso ufficiale, dopo il saluto della presidente uscente.
Dopo le votazione Squinzi ha detto: “nelle ultime settimane ho avuto modo di rafforzare la mia convinzione che il dialogo ed il rispetto degli altri sono valori molto importanti da tenere sempre come guida”. “Ho chiara – ha detto – e precisa la gravità e la difficoltà del compito cui sarò chiamato e ne sento tutta la responsabilità. Raccolgo il testimone da Emma Marcegaglia, una donna coraggiosa e appassionata, che in questi ultimi quattro anni ha affrontato sfide e difficoltà con competenza, carattere e capacità di visione ma anche con la giusta dose di pragmatismo e flessibilità che il rapido scorrere degli eventi ha reso indispensabili”. (LF)
























