Le ore di cassa integrazione autorizzate nel mese di settembre 2012 sono state oltre 86 milioni, con una crescita tendenzialmente costante dall’inizio dell’anno, che conferma il 2012 come anno assai critico. Nei primi nove mesi del 2012 sono state complessivamente autorizzate quasi 800 milioni di ore di cassa integrazione, circa il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rendo noto l’Osservatorio della Cisl di ottobre 2011 su cassa integrazione e occupazione. Il dato più rilevante è il fortissimo aumento della cassa integrazione ordinaria (+47%). E’ in aumento anche la cassa in deroga (+9%), mentre cala la cassa straordinaria (-10%). Quanto ai settori produttivi, sono in significativo aumento le ore autorizzate nell’industria e nell’edilizia.
Nel secondo trimestre 2012 il calo degli occupati è stato consistente, con 48.000 unità in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale riduzione non è stata omogenea soprattutto in termini di età, infatti all’aumento dell’occupazione dei soggetti con almeno 50 anni, soprattutto a tempo indeterminato, si contrappone il persistente calo dell’occupazione giovanile.
La riduzione continua a colpire il lavoro a tempo pieno, mentre il part time (in gran parte involontario) continua a crescere . Il numero dei disoccupati aumenta del 38,9. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale dal 27,4% del secondo trimestre 2011 al 33,9%, con un picco del 48% per le giovani donne del Mezzogiorno. Ma considerando anche la fascia di età successiva, si può calcolare che oltre il 50% dei disoccupati italiani ha meno di 35 anni.
“Il continuo aumento della cassa integrazione, soprattutto di quella ordinaria, che si protrae dall’inizio dell’anno, suggerisce – commenta il segretario generale aggiunto, Giorgio Santini, – che si va allargando il perimetro delle crisi industriali, come conferma pure il trend di riduzione dell’occupazione nell’industria”.
A fronte di tale situazione, secondo Santini, non sono ulteriormente rinviabili misure antirecessive, dagli investimenti in ricerca, energia, edilizia, favorendo le nuove iniziative imprenditoriali, alla redistribuzione del carico fiscale a favore del lavoro, agli incentivi alla produttività. Contemporaneamente va fatto ogni sforzo per aumentare la dotazione di risorse per gli ammortizzatori sociali, che rischiano di essere insufficienti a fronte di una tale situazione di emergenza.
Per il sindacalista, il numero dei lavoratori in cassa integrazione, che potrebbero andare presto ad ingrossare ulteriormente le file dei disoccupati, rende anche urgente l’attuazione di politiche di ricollocazione a favore dei lavoratori espulsi o a rischio di espulsione, a partire dalla legge delega contenuta nella riforma del lavoro, da realizzare con una intesa in Conferenza Stato-Regioni, e che dovrebbe prevedere, a carico dell’impresa che licenzia, una dote per favorire la ricollocazione del singolo.
Infine, non può non essere presa in seria considerazione, a suo giudizio, l’ipotesi di un patto generazionale per favorire il “part time in uscita”, dei lavoratori anziani. Sono necessarie uscite anticipate non traumatiche rispetto alle nuove norme sulle pensioni, preferibilmente abbinate all’inserimento di giovani nei posti di lavoro.



























