• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
venerdì, 7 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Blog - Il valore del tempo, la dignità del lavoro

Il valore del tempo, la dignità del lavoro

di Emanuele Ghiani
7 Agosto 2026
in Blog
L’orario di lavoro nel contratto a tempo pieno è cosa che appartiene al potere dell’azienda

Foto di Marko Milivojevic da Pixnio

Un lavoratore può occupare per dieci o vent’anni la stessa scrivania, entrare ogni mattina dallo stesso cancello, avere sulla carta la stessa mansione. Ma difficilmente, dopo tutto quel tempo, sarà professionalmente la stessa persona. Avrà imparato a risolvere problemi che all’inizio non sapeva affrontare, acquisito conoscenze, commesso errori, assunto responsabilità, costruito relazioni e sviluppato un’autonomia che è difficile inquadrare con precisione. Eppure nelle aziende questa trasformazione rischia spesso di rimanere invisibile, soprattutto quando arriva il momento di attribuirle un valore economico.

Se negli anni cambia la professionalità di una persona, perché il suo valore dovrebbe rimanere fermo? Si tratta, molto concretamente, di riconoscere ciò che in quel tempo è accaduto: formazione, esperienza, competenze, maggiore autonomia e capacità di assumersi responsabilità. Un patrimonio che appartiene al lavoratore ma del quale ogni giorno, senza voler scomodare Marx e il concetto di plusvalore, beneficia anche – e soprattutto – l’impresa.

È vero, nei contratti collettivi sono previsti gli scatti di anzianità. Ma il tempo trascorso in azienda e la crescita professionale non sono la stessa cosa. Negli anni, anche lavoratori partiti da un inquadramento simile possono acquisire competenze, specializzazioni e responsabilità molto diverse. Quindi non si tratta di stabilire chi sia più bravo o meritevole, ma di riconoscere professionalità specifiche che si sono progressivamente differenziate.

La questione, del resto, non riguarda soltanto la possibilità di continuare a formarsi, ma anche ciò che accade alla professionalità una volta acquisite nuove competenze. Come ha osservato Federico Cortese sulle pagine del Diario del Lavoro, la contrattazione collettiva può agganciare le competenze certificate a “progressioni di carriera o a miglioramenti retributivi”. Perché “un percorso di attestazione che non produce effetti concreti sulla busta paga o sull’inquadramento resta carta morta”. Il contratto collettivo, scrive ancora Cortese, può “spezzare questa inerzia” collegando il titolo conseguito a strumenti retributivi o a progressioni professionali.

È un cambiamento che nel mondo del lavoro si sta facendo strada, ma rischia di fermarsi a metà: riconoscere al lavoratore il diritto di accrescere continuamente la propria professionalità senza riconoscere, poi, il valore che quella crescita produce.

Inoltre, bisogna fare i conti con una prassi di una certa parte delle imprese, con cui le rappresentanze sindacali si confrontano storicamente ai tavoli di trattativa: considerare il lavoro, e quindi la sua retribuzione, soprattutto come un costo da contenere anziché come un investimento capace di produrre valore. Se questo modo di concepire il lavoro, figlio mai disconosciuto del vecchio sistema padronale, sopravvive ancora quando si parla di salario, figurarsi quando si tratta di riconoscere economicamente una specifica professionalità cresciuta negli anni.

Ed è proprio la progressiva differenziazione delle professionalità a rendere sempre meno significativo mettere indistintamente sullo stesso piano il lavoro dei colleghi. Anzi, è vero il contrario: quanto più il lavoro differenzia competenze, ruoli e responsabilità, tanto più diventa necessario riconoscerne le specificità. Come scrive Tiziano Treu, le nuove competenze richieste dal lavoro implicano “una riscrittura dei profili professionali e dei sistemi di inquadramento”; e la contrattazione collettiva delle maggiori categorie, a cominciare dai metalmeccanici, ha già introdotto innovazioni che danno rilevanza “ai ruoli e alle capacità attuali e potenziali delle persone”.

Una necessità che diventa ancora più evidente con il peso crescente della formazione continua. “Si ricordi che l’Action Plan europeo attuativo del Pillar of Social Rights pone come obiettivo che il 50% delle persone attive in Europa debba essere annualmente in formazione per restare al passo con le evoluzioni produttive e del lavoro e per acquisire le competenze professionali richieste”, scrive Treu. Un traguardo ancora lontano: “A una distanza abissale dalle dimensioni degli interventi formativi ora attuati nel nostro Paese, che coinvolgono poco più del 10% dei lavoratori”.

Certo, quello del riconoscimento di una professionalità acquisita è un processo delicato, soprattutto nelle grandi realtà aziendali. Per fare un esempio, succede un po’ come accade a scuola nelle classi sovraffollate, dove per un insegnante diventa più difficile conoscere davvero le specificità di ciascun alunno, comprenderne difficoltà e capacità e costruire un rapporto più attento,empatico e mirato. Nelle imprese può accadere qualcosa di simile: più cresce e si articola l’organizzazione, più aumenta il rischio che la singola professionalità si perda dentro organigrammi, livelli e classificazioni.

Eppure proprio la struttura del sistema produttivo italiano merita di essere letta tenendo insieme due aspetti. Secondo l’Osservatorio INPS sulle imprese non agricole, nel 2023 le imprese con fino a 15 posizioni lavorative rappresentavano il 92,5 per cento del totale e, tra queste, oltre il 77 per cento ne aveva cinque o meno. Il quadro cambia, naturalmente, se dalle imprese si passa ai lavoratori: il 7,5 per cento delle aziende con più di 15 posizioni concentra il 67,6 per cento delle posizioni lavorative complessive. Resta però un 32,4 per cento – quasi un lavoratore su tre – occupato nelle realtà più piccole.

Questa forte polverizzazione del tessuto produttivo porta con sé, da questo punto di vista, quasi un paradosso. Nelle imprese più piccole le possibilità di carriera e di progressione professionale sono inevitabilmente più limitate rispetto alle grandi organizzazioni, dove esistono più livelli, ruoli e strumenti attraverso i quali differenziare e riconoscere le professionalità. E proprio nelle realtà con pochissimi dipendenti può prevalere la tendenza a mantenere trattamenti omogenei, anche per evitare che una differenziazione venga percepita come disparità.

Eppure la piccola dimensione offre qualcosa che la grande organizzazione, per sua natura, fatica maggiormente a garantire: la possibilità di vedere da vicino il lavoro delle persone. In una “classe” di meno di quindici persone è più facile conoscere il percorso di ciascuno, accorgersi di una specializzazione acquisita, di una maggiore autonomia o di responsabilità cresciute nel tempo. Non significa che quella professionalità venga più facilmente premiata; significa, semmai, che è più difficile sostenere di non averla vista.

Una dinamica positiva, quella tra formazione, produttività e salario, che emerge anche dal Rapporto di Monitoraggio Valutativo 2025 realizzato da INAPP e Fondimpresa. Commentandone i risultati, il presidente dell’INAPP Natale Forlani individua tra le tendenze positive “la crescita della produttività generata dalla coincidenza degli investimenti tecnologici e dei percorsi di formazione per le risorse umane” insieme al “miglioramento delle dinamiche salariali e delle condizioni di lavoro” nelle imprese analizzate. La formazione, dunque, produce valore per l’impresa e modifica la professionalità di chi lavora.

Sul versante opposto, infatti, quando il lavoratore negli anni non viene visto e valorizzato dall’impresa, potrebbe emergere il cosiddetto “quiet quitting”. Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, dal 2020 la quota di lavoratori pienamente coinvolti si è dimezzata: un distacco che porta le persone a “spegnere le proprie energie e a fare il minimo indispensabile al lavoro”.

Come ha ricordato Mimmo Carrieri in un intervento su Il Diario del Lavoro, ripercorrendo il pensiero di Bruno Trentin, ne “La città del lavoro. Sinistra e crisi del fordismo” (Feltrinelli, 1997) emerge “l’esigenza di valorizzare la persona lavoratore, le sue capacità e aspirazioni soggettive, a prescindere da quello che fa e dalla tipologia in cui è incasellato il suo lavoro”. Un pensiero ancora attuale: se il valore della persona non coincide con la casella organizzativa che occupa, anche il riconoscimento della sua professionalità non può fermarsi alla descrizione formale della mansione.

Qualità del lavoro e dignità, del resto, sono principi che la stessa Costituzione tiene insieme. L’articolo 36 stabilisce che il lavoratore ha diritto a una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro” e comunque sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia “un’esistenza libera e dignitosa”. Riconoscere una retribuzione proporzionale alla qualità del lavoro significa innanzitutto che quella qualità bisogna riuscire a vederla e, quindi, valutare anche ciò che una persona ha costruito professionalmente nel tempo. È qui che il riconoscimento economico incontra una dimensione più profonda, persino esistenziale: la dignità della persona che lavora. Una dignità che non è estranea all’architettura costituzionale del nostro Paese, se è proprio sul lavoro che l’articolo 1 fonda la Repubblica democratica.

Perché non è soltanto una questione di denaro. Al riconoscimento economico si accompagna quello umano e professionale, che non è una concessione dell’impresa e tantomeno qualcosa che il lavoratore debba elemosinare. È, piuttosto, la presa d’atto di una realtà: sono il lavoro, le competenze, le responsabilità e l’impegno delle persone a permettere ogni giorno all’impresa di funzionare, produrre e crescere. Riconoscerne il contributo significa semplicemente riconoscere una parte essenziale del valore su cui l’impresa stessa si regge.

È anche questo, in fondo, riconoscere quella “persona che lavora” che abbiamo incontrato nella riflessione di Trentin: non fermarsi alla mansione o alla casella occupata nell’organizzazione, ma vedere ciò che quella persona è diventata attraverso il lavoro. Riconoscere il valore della persona che lavora non è una forma di cortesia. È una forma di rispetto. Lo suggerisce la Costituzione, dovrebbe ricordarcelo la coscienza civica. Ed è forse una delle manifestazioni più concrete della dignità del lavoro.

Emanuele Ghiani

Emanuele Ghiani

Giornalista de Il diario del lavoro.

In evidenza

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

7 Agosto 2026
La riforma del mercato del lavoro spagnola: una formula esportabile?

Ultimatum della Spagna all’Italia: revocare i controlli entro domenica o scatteranno contromisure. La replica di palazzo Chigi: non accettiamo imposizioni sulle frontiere

7 Agosto 2026
Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

Trasporto marittimo, la Fit-Cisl e il sindacato turco TDS sottoscrivono un accordo di collaborazione

7 Agosto 2026
Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

7 Agosto 2026
Sicurezza lavoro, al porto di Taranto operaio muore travolto da un’ecoballa. I sindacati: inaccettabile in Paese civile

Ex Ilva, Fim-Fiom-Uilm presentano al Pd il documento unitario sulla vertenza. Schlein: crisi estremamente grave, Meloni si assuma responsabilità

6 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi