Meglio una serata di fronte al camino di casa circondato da moglie e figli piuttosto che un’uscita mondana: l’imprenditore britannico di questi tempi tiene di più al lavoro e alla famiglia, anche se poi è costretto a passare in ufficio oltre 61 ore a settimana.
Questo il ritratto del proprietario della piccola azienda in Gran Bretagna che emerge da uno studio realizzato dalla società di revisione britannico BDO Stoy Hayward.
Il boom delle società Internet aveva portato alla ribalta una tipologia di imprenditore molto giovane, teso a conquistare soprattutto soldi e fama. Ma oggi, l’obiettivo principale di chi avvia un’attività imprenditoriale è invece la “creazione di un business sostenibile, che dia soddisfazione personale e consenta di coniugare lavoro e vita privata”.
L’indagine di BDO Stoy Hayward indica che meno di uno su 10 intervistati considera il lavoro una priorità, mentre per oltre la metà il valore assoluto è la famiglia. Nonostante ciò, i proprietari di aziende del Regno Unito, che danno lavoro a circa un quarto dei dipendenti britannici, devono dedicare ai loro impegni 15 ore in più alla settimana rispetto ai lavoratori dipendenti a tempo pieno.
La molla che ha spinto nove su dieci degli intervistati verso la costruzione di un’impresa, è stata il desiderio di libertà e di controllo, mentre soltanto uno su dieci ha indicato l’obiettivo di diventare famosi. E lo spirito imprenditoriale, da dove viene? Per la metà dei capitani d’azienda intervistati, sono stati i genitori a favorirne lo sviluppo, mentre per oltre due terzi l’educazione ricevuta in famiglia non ha influenzato le scelte future.
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