L’attività delle imprese di Eurolandia ha rallentato ai minimi da oltre un anno e mezzo, con la tendenza alla moderazione che ha coinvolto anche la Germania. Ad agosto l’indice dei responsabili degli approvvigionamenti (Purchasing managers’ index, o Pmi) è calato a 52,9 punti, dai 53,2 di luglio. Restando a valori espansivi quindi, in quanto sopra ai 50 punti, ma secondo la società di ricerche Markit Economics ai minimi da 19 mesi.
In Italia l’indice Pmi composito, a 51,9 punti è ai minimi da 3 mesi, in Germania a 53,3 punti ai minimi da 15 mesi. Tuttavia nella Penisola le aziende del terziario hanno registrato il più rapido incremento dell’attività degli ultimi sei mesi. Secondo Markit ad alimentare la ripresa è stata la crescita dei nuovi ordini. Tuttavia la creazione occupazionale ha subìto un rallentamento.
Tornando al quadro generale dell’area euro, il capo economista di Markit, Chris Williamson, definisce “deludente” la dinamica dell’indice Pmi. “Si osserva un’economia che perde terreno piuttosto che guadagnarlo. Italia e Francia stanno intanto indicando tassi di espansione modesti” ma “la fonte di principale di preoccupazione – conclude in una nota – resta forse il rallentamento della Germania”.





























