Sette episodi, diretti da 7 registi e scritti da 9 autori, per descrivere la situazione dei giovani precari in Italia. Tutto questo nel film “In bici senza sella”.
I toni, secondo gli autori, sono da “commedia grottesca e surreale”, sulla scia del grande e indimenticabile cinema italiano. Un film che racconta una generazione, “pervasa dall’autoironia della disperazione – sottolineano gli autori – che si suicida, ma per finta, che vive le vite degli altri, ma senza farsi scoprire, che tenterebbe anche il più estremo dei rimedi per arrivare alla fine del mese. Una generazione in bici… senza sella”.
Grazie all’appoggio di una produzione indipendente, gli ideatori del progetto sono già riusciti a realizzare i prime tre dei sette episodi. Due di questi sono stati presentati a una proiezione-test. Gli altri episodi ancora da girare saranno finanziati attraverso il sistema del microfinanzamento dal basso, chiamato crowdfunding: “È un metodo di raccolta fondi nato da pochi anni – spiega Giovanni Battista Origo, uno dei registi e autori del progetto – che permette di donare a chiunque ne abbia intenzione per aiutare la produzione, data la natura sociale, politica e indipendente di questa e per questo priva di consistenti disponibilità finanziarie rispetto ad altre grosse case di produzione”. L’operazione di crowdfunding è tuttora in corso per chiudersi il 27 maggio.
L’intenzione è quella di completare il film a settembre e presentarlo a vari festival nazionali e internazionali, per giungere infine nelle sale nel 2016 non solo in Italia, ma anche in Spagna e Inghilterra.
“È un progetto molto interessante – sottolinea Origo – perché parla di una generazione che rinuncia all’idea del posto fisso e che fa di necessità virtù. Invito tutti i nostri coetanei a muoversi per uscire dagli schemi economici e sociali odierni – conclude il regista – perché l’unica soluzione per non essere schiacciati è mettersi insieme per fare quadrato, come le testuggini romane, affrontando cioè la realtà odierna con un approccio di tipo collettivo: costruiamoci il sellino, insieme”.
Emanuele Ghiani

























