La Germania è il Paese con margini più ampi per aumenti salariali. E’ questa la valutazione della Commissione europea, che spiega come i rischi sull’andamento del costo del lavoro siano “abbastanza equilibrati”. Anche Olanda, Regno Unito e Irlanda conosceranno incrementi, ma si teme una crescita dell’inflazione dal lato dei costi. Continuerà in Francia la moderazione salariale, mentre per l’Italia i negoziati puntano a un calo dei costi unitari del lavoro. Nel nostro Paese le retribuzioni per addetto accelerano nel 2006 del 3,4% contro il 3,1% del 2005, per poi calare al 2,5% nel biennio successivo. Dal 2000 è stabile la dinamica dei salari reali, dopo un periodo di diminuzione tra 1992 e 1995 e un aumento dell’1% nel 1996-1999.
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