Dall’analisi complessiva dei settori metalmeccanico ed impiantistico, emerge un evidente squilibrio dei principali fattori macroeconomici che rende necessaria l’adozione immediata di efficaci interventi correttivi mirati per garantire la sostenibilità dell’intero sistema. E’ questa la richiesta che Federmeccanica e Assistal hanno avanzato a Fiom, Fim e Uilm nel corso di un incontro svolto stamane sulla situazione delle imprese metalmeccaniche nel periodo post-crisi.
Per Federmeccanica e Assistal “il quadro complessivo è quindi ancora molto preoccupante e soprattutto è necessario che vi sia senso di responsabilità in tutte le Parti per creare i presupposti di una ricostruzione funzionale all’avvio di una nuova fase”.
Evidenziando le criticità del momento non solo per il comparto, ma anche e soprattutto per l’economia italiana in generale i datori di lavoro hanno evidenziato ai tre segretari generali, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella che “i flebili segnali di una faticosa risalita, che oscillano intorno all’1% di incremento della produzione industriale negli ultimi trimestri, mostrano una ‘frattura’ pressoché incolmabile con il quadro pre-crisi, avendo la Metalmeccanica perso il 30% in termini di produzione industriale, un quarto della capacità produttiva e 250 mila posti di lavoro, a cui se ne aggiungono 85 mila persi nel settore impiantistico”.
In un simile contesto – hanno sottolineato Federmeccanica e Assistal – “non è più possibile parlare solo di crisi, ma occorre prendere atto che l’intero sistema economico si trova in una fase di transizione che richiede una vera e propria ricostruzione ed un’opera riformatrice di rinnovamento”.



























