Il ricorso a operazioni ‘una tantum’ per centrare gli obiettivi di bilancio “può essere difeso alla luce delle condizioni economiche più deboli nel 2001 e 2002, ma esse dovranno essere sostituite in futuro da misure di natura più permanente”.
È questo uno dei giudizi della Commissione europea sull’Italia nel rapporto sull’applicazione dei Grandi Orientamenti di politica economica (GOPE) per il 2001 che sarà approvato giovedì. In un dettagliato capitolo di 11 pagine dedicato all’ economia italiana, il documento di Bruxelles passa in rassegna la performance del governo nell’attuare le linee guida approvate lo scorso anno in sede Ue.
Il rapporto sottolinea che la crescita italiana dovrebbe essersi attestata lo scorso anno intorno all’1,8-1,9% del Pil, ovvero un punto al di sotto dell’ipotesi (2,9%) su cui era stato basato un obiettivo di deficit 2001 allo 0,8% del Pil.
“Un disavanzo dell’1,1-1,2% del Pil, sebbene leggermente superiore al target – riconosce la Commissione Ue – rappresenterebbe comunque una marcata riduzione del deficit, realizzata a fronte di un significativo deterioramento della crescita”.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu























