Il Consiglio europeo di Laeken del 14-15 dicembre 2001 aveva invitato la Commissione a valutare la possibilità di creare una Banca euromediterranea. Con la relazione adottata oggi la Commissione fornisce una tempestiva risposta a quella richiesta, in preparazione del Consiglio europeo di Barcellona.
Nel corso dell’ultimo decennio i paesi partner del Mediterraneo hanno fatto registrare una performance economica nel complesso deludente. La situazione è ulteriormente peggiorata dal settembre 2001. Ciò costituisce una sfida non solo per i paesi partner ma anche per l’UE, e esige risposte urgenti. Per dare nuovo impulso al suo sviluppo, la regione ha soprattutto bisogno di orientarsi verso un’economia trainata da un forte settore privato.
Ciò può avvenire solo a condizione che in questi paesi venga creato un adeguato quadro giuridico e istituzionale e venga favorito il diffondersi della cultura d’impresa. È quindi di fondamentale importanza che essi divengano partner a pieno titolo e membri di ogni eventuale nuovo dispositivo istituzionale inteso a promuovere lo sviluppo della regione. È tramite il partenariato e la partecipazione che l’Europa potrà cooperare con i partner mediterranei per promuoverne la crescita e lo sviluppo.
Finora la UE è stata tra i primi a fornire sostegno finanziario alla regione attraverso il programma MEDA, i finanziamenti della BEI e gli aiuti accordati in varie forme dagli Stati membri. Ingenti sono tuttavia gli investimenti di cui la regione ha bisogno. Sono state fatte varie stime dei costi della sostituzione dei vecchi sistemi infrastrutturali e degli investimenti supplementari necessari per rendere le infrastrutture esistenti concorrenziali sul piano internazionale.
L’iniziativa mira a estendere e a completare il sostegno già fornito ai paesi partner al fine di rispondere a questi bisogni.
Nella relazione la Commissione esamina un’ampia gamma di opzioni, che vanno dalla semplice estensione e dal rafforzamento delle strutture o dei mezzi finanziari esistenti, alla creazione di un’istituzione completamente nuova.
Si propone di creare una filiale a partecipazione maggioritaria della Banca europea degli investimenti che rileverebbe e svilupperebbe le attività attualmente svolte dalla BEI nella regione. Il compito principale della BEM sarebbe quello di promuovere lo sviluppo del settore privato e di contribuire al finanziamento delle infrastrutture, soprattutto nei settori in via di liberalizzazione.
Il ricorso ad un’istituzione finanziaria presenta i seguenti vantaggi principali:
– garantire un’ampia adesione e partecipazione dei paesi partner attraverso la partecipazione al capitale e alla gestione della BEM;
– esercitare un potente effetto leva tramite le risorse finanziarie, dato che per ogni euro di capitale sociale versato in una banca si rendono disponibili notevoli importi per i prestiti e che l’effetto moltiplicatore diviene ancora maggiore per gli investimenti finanziati in loco;
– consentire l’uso di un’ampia gamma di strumenti e prodotti finanziari necessari per lo sviluppo del settore privato nei paesi partner.
I principali vantaggi della costituzione della BEM come filiale della BEI sono:
– risparmiare tempo e risorse nei primi anni di vita dell’istituzione potendo far ricorso alle competenze e alla capacità amministrativa della BEI;
– basarsi sugli attuali strumenti di prestito della Comunità e rilevare il portafoglio prestiti della BEI nei paesi partner del Mediterraneo (il cui valore è pari a circa 9 miliardi di EUR);
– disporre quindi sin dall’inizio di un reddito operativo e di una certa autonomia;
– ottenere prestiti sui mercati internazionali dei capitali a tassi competitivi al fine di raccogliere risorse per il finanziamento degli investimenti nella regione.
Nella relazione la Commissione riconosce che una serie di importanti questioni operative deve ancora essere analizzata e discussa. A questo stadio, la Commissione si astiene quindi dal formulare proposte precise in merito al capitale della BEM, alla struttura precisa del suo azionariato ecc. Si tratta di questioni che dovranno essere discusse con i paesi partner una volta che il Consiglio europeo avrà adottato una decisione sui principi di base.
Il Consiglio europeo di Barcellona esaminerà la relazione della Commissione assieme ad una relazione sullo stesso tema che il Consiglio Ecofin sta preparando, anch’esso su richiesta del Consiglio europeo di Laeken.























