Si è conclusa venerdì l’Assemblea nazionale della Fiom Cgil che era iniziata giovedì 10 maggio a Montesilvano. I votanti sono stati 514. Il documento di Maurizio Landini ha ottenuto 382 voti (74,5%), il documento presentato da Fabrizio Potetti 99 voti (19,2%) e gli astenuti sono stati 33 (6,4%).
Il segretario generale, nel suo documento, ha ribadito l’importanza di tornare a parlare di “veri contratti nazionali di lavoro unitari”, sulla base però, ha precisato, della piattaforma predisposta con il consenso della Cgil e approvata dalla consultazione referendaria dei lavoratori metalmeccanici. Dura e netta la posizione del segretario generale nei confronti dei comportamenti di Fim, Uilm e Federmeccanica che procedono “verso l’affermazione di un modello aziendalistico e corporativo fondato sulla più ampia derogabilità delle norme contrattuali nazionali e delle leggi”. In particolare Landini contesta ai firmatari dell’accordo del 2009 di rendere “inapplicabile” l’accordo interconfederale unitario del 28 giugno 2011 “fino al tentativo, illegittimo e antidemocratico, di escludere dall’1/3 delle rsu la Fiom, cioè la federazione di categoria della Cgil che, fra l’altro, è il sindacato più rappresentativo tra i metalmeccanici”. Secondo il segretario generale, questo tentativo violerebbe “le norme dell’ultrattività del contratto nazionale del 20 gennaio 2008 e dell’accordo interconfederale di giugno 2011”.
La Fiom chiede alla Cgil di occuparsi al più presto della definizione di regole democratiche per le elezioni delle Rsu, al fine anche di superare la pratica degli accordi separati e realizzare un nuovo ccnl unitario.
Diverso il documento presentato da Fabrizio Potetti che ha ottenuto 99 voti (19,2%).
Una posizione sindacale basata solo sulla mobilitazione e sui contenziosi legali, per la minoranza dei metalmeccanici della Cgil, non è sufficiente a riportare la Fiom dentro la Fiat, riconquistare il contratto nazionale e garantire nelle fabbriche i diritti e le agibilità sindacali per le Rsu e i delegati Fiom. Per questo, secondo Potetti, la Fiom deve “ricercare un terreno unitario” per “riconquistare il contratto nazionale”.
Entrambe le parti chiedono la piena applicazione dell’accordo del 28 giugno 2011, la loro contrarietà rispetto alle modifiche all’articolo 18 contenute nel ddl di riforma del mercato del lavoro e rivendicano iniziative di mobilitazione contro i licenziamenti, la chiusura dei siti produttivi, per la difesa dell’occupazione, contro la precarietà del lavoro. Infine dichiarano il loro impegno per la riuscita dell’iniziativa del 20 maggio a Firenze per la difesa e l’estensione dello Statuto dei lavoratori e la riunificazione dei diritti del lavoro. (FRN)



























