“Chiediamo che prima dell’estate quella di Termini Imerese torni ad essere una vicenda di cui si discute, perchè vogliamo risposte”. Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, lo ha detto sottolineando che per l’apertura di un nuovo tavolo di confronto “c’è una richiesta al ministero dello Sviluppo economico avanzata 20 giorni fa ed alla quale non c’è stata ancora alcuna risposta”.
Per Landini “non è possibile aspettare settembre, ottobre, novembre, per vedere cosa accadrà a dicembre, scadenza per la quale è prevista la chiusura di Termini Imerese con tre mila lavoratori tra diretti e indotto. Mentre delle soluzioni previste per la riconversione dell’area leggiamo sui giornali che uno degli imprenditori interessati è stato arrestato, e un altro non paga i suoi dipendenti da sei mesi”. “Non abbiamo – dice il segretario generale della Fiom – nessuna intenzione di subire passivamente la chiusura dello stabilimento”.























