Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni è intervenuto oggi alla conferenza internazionale, organizzata dalla presidenza greca dell’Ue, sul tema “Il futuro del lavoro: le principali sfide per la politica europea dell’occupazione”. Il ministro ha parlato delle necessità di modernizzazione del mercato europeo del lavoro e ha ricordato le riforme del governo italiano, strappando l’applauso della platea quando ha citato il nome di Marco Biagi.
Alla riunione, che si conclude domani, prendono parte ministri, esperti del settore, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni dell’Ue, riuniti ad analizzare le nuove tendenze nel mondo del lavoro e le sfide che queste pongono. La conferenza, negli intenti degli organizzatori, intende contribuire al dibattito sulla revisione della Strategia europea per l’occupazione in vista delle riunioni di primavera.
Maroni, che ha pronunciato uno degli interventi introduttivi insieme al ministro del lavoro greco Dimitris Reppas e alla commissaria europea per l’occupazione e gli affari sociali, Anna Diamantopoulou, ha spiegato quali sono le priorità dell’Italia: politiche del lavoro attive e preventive, per combattere la disoccupazione a lungo termine; incoraggiare l’offerta di lavoro; interventi per sostenere la nascita di nuove imprese; governare i cambiamenti del mercato e dell’organizzazione del lavoro, disegnando una regolazione che assicuri sia la flessibilità del lavoro sia la tutela, economica e in termini di capitale umano, per il lavoratore; e infine politiche di conciliazione tra lavoro e vita, al fine di incoraggiare soprattutto la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
“In Italia il parlamento ha appena approvato quella che alcuni commentatori hanno definito la più importante riforma del mercato del lavoro negli ultimi 30 anni – ha affermato il ministro – È una riforma che prevede molti cambiamenti: la possibilità anche ai privati di svolgere funzioni di collocamento, finora riservate al settore pubblico; i nuovi contratti come il ‘job on call’, lo ‘staff leasing’ e il lavoro a progetto, che rappresentano maggiori opportunità per i giovani e i disoccupati; la riforma del part-time, che in molti paesi europei si è rivelato strumento vincente contro la disoccupazione”.
“Ne seguiranno altre – ha proseguito – come quelle dei sistemi previdenziali”. “Una delle principali sfide per le economie europee negli anni a venire – ha concluso Maroni – è quella di dare lavoro a un maggior numero di persone: ciò contribuirà ad accrescere la prosperità e rendere sostenibili i sistemi di welfare dei Paesi europei. È una sfida che non possiamo perdere”.
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